Thursday, April 05, 2007

ESPERIMENTI SUI PRIMATI: LA DOLOROSA REALTA'




In uno scioccante dossier, l'associazione inglese Animal Aid rivela le modalità secondo le quali vengono fatte soffrire, per poi essere uccise, le scimmie nei laboratori britannici, oltre alle "ragioni" addotte a sostegno della loro morte.

Tutti gli esperimenti rivelati nel dossier sono stati eseguiti in Gran Bretagna (a parte uno, eseguito invece negli USA ad opera di uno scienziato britannico) negli ultimi due anni e pubblicati nel 2006. Si tratta di esperimenti su alcune scimmie il cui cervello è stato deliberatamente danneggiato e che sono state successivamente spaventate per poterne valutare le reazioni, e un macaco di 16 anni, al quale è stato somministrato un farmaco che provoca tremori, rigidità e inabilità.

Ogni anno nei laboratori europei vengono utilizzati circa 10.000 primati, un terzo dei quali impiegato per esperimenti nei laboratori britannici. Questi dati fanno

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Studi Psicologici Sperimentali dell'Università di Oxford ha studiato gli effetti dei danni al cervello sul comportamento sociale di nove macachi.

Le scimmie sono state divise in tre gruppi – in ognuno delle quali le scimmie presentavano differenti tipi di danneggiamento provocati chirurgicamente in aree diverse del cervello. Una volta riacquisita conoscenza, gli animali venivano studiati per osservarne la reazione a varie situazioni di minaccia. Fra esse l'esposizione a serpenti di gomma e allo sgurdo fisso di volti umani sconosciuti.

Esperimenti simili, eseguiti in precedenza dagli stessi ricercatori, avevano dimostrato che maggiore è il danno al cervello, minore è la socievolezza delle scimmie fra loro. I ricercatori non hanno rivelato quale sia stata la sorte delle scimmie dopo l'esecuzione degli esperimenti.

In conclusione, i ricercatori hanno tacitamente ammesso la mancanza di utilità della loro stessa ricerca. Hanno affermato che gli stessi test eseguiti su soggetti umani (per i quali sono stati usate apparecchiature non invasive di scansione) erano sostanzialmente più complessi di quelli che era stato possibile eseguire sulle scimmie.

Rudebeck M, Buckley MJ, Walton ME, Rushworth MFS. Science 2006; 313:1310-1312. 'A role for the macaque anterior cingulate gyrus in social valuation.'

Manchester: i cervelli delle scimmie sono unici

Gli scienziati della Facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Manchester hanno eseguito una serie di esperimenti per mettere a confronto l'organizzazione delle cellule nei cervelli delle scimmie marmoset con quella dei cervelli dei macachi. Quattro marmoset sono stati anestetizzati, e gli e' stata scorticata la pelle e i muscoli dalla testa, per metterne a nudo i crani. Su ciascuno di essi è stato fissato, con del cemento dentale, uno strumento di registrazione in acciaio inossidabile.

Le scimmie anestetizzate sono state sottoposte ad una serie di esperimenti ottici della durata di circa 60-72 ore, durante le quali sono state alimentate mediante fleboclisi. Al termine degli esperimenti, tutti gli animali sono stati uccisi con un'iniezione letale.

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che ci sono sia somiglianze che differenze nel modo in cui sono distribuite le cellule nell'area visiva del cervello dei marmoset rispetto ai macachi. L'utilità di tale ricerca per la salute umana resta ignota.

Parzialmente finanziato dalla Wellcome Trust.

McLoughlin N, Schiessl I. NeuroImage 2006; 31:76-85. 'Orientation selectivity in the common marmoset (Callithrix jacchus): the periodicity of orientation columns in V1 and V2.'http://www2.blogger.com/img/gl.bold.gif

Port Down: Scimmie marmoset usate dal Ministero della Difesa britannico per smentire la "Sindrome da Guerra del Golfo" (GWS).

A seguito del servizio in zona di combattimento durante la Guerra del Golfo nel 1991, un certo numero di veterani britannici iniziò ad accusare una serie di sintomi di diverso tipo, universalmente noti come Sindrome da Guerra del Golfo (GWS). Nonostante gli accertamenti ufficiali del 2004 da parte del Comitato Consultivo di Ricerca americano, che collegano la Sindrome da Guerra del Golfo all'esposizione a sostanze chimiche, il Ministro della Difesa britannico continua a negare tale connessione, basandosi in larga parte sui risultati di alcuni esperimenti sugli animali finanziati dal governo.

Questi studii – condotti a Port Down nel 2005 – sottoposero 48 marmoset a un intenso programma di esami del sangue, operazioni chirurgiche e somministrazione di agenti anti-gas nervino, vaccinazioni multiple, test cognitivi quotidiani e test di resistenza settimanali.

Gli esperimenti durarono 21 mesi, al termine dei quali le scimmie furono uccise per analizzarne i tessuti. Le ricerche furono completate soltanto su 32 di esse – rispetto al numero originario di 48. Della sorte degli altri 16 marmoset non vi è traccia.

Finanziato dalla Veterans Policy Unit.

Stevens D, Scott EAM, Bowditch AP, Griffiths GD, Pearce PC. Pharmacology, Biochemistry and Behaviour 2006; 84:207-218. 'Multiple vaccine and pyridostigmine interactions: effects on cognition, muscle function and health outcomes in marmosets.'

GSK, Harlow, Essex: Scimmie vive in salamoia

I ricercatori del King's College di Londra, in collaborazione con la GlaxoSmithKline (Harlow, Essex) hanno utilizzato 8 marmoset per studiare il morbo di Parkinson. Agli animali è stata somministrato un farmaco chiamato MPTP durante un periodo di 18 mesi precedente all'inizio degli esperimenti veri e propri. La MPTP è una sostanza chimica che provoca artificialmente dei tremori simili a quelli del Parkinson. A seconda della dose, le scimmie sperimentano vari livelli di inabilità, tremori, rigidità e perdita di movimenti volontari del corpo.

Al termine degli studi, tutte e otto le scimmie sono state uccise per eseguire i test di laboratorio. La metà di esse è stata uccise con un'iniezione letale. Le altre quattro sono state anestetizzate e "messe in salamoia" mentre erano ancora vive, attraverso l'iniezione di un fluido per imbalsamazione, altamente tossico, che alla fine le ha uccise. Questo metodo di conservazione degli animali sfrutta il fatto che il cuore, battendo ancora, riesce a far circolare meglio il fluido per l'imbalsamazione attraverso tutto il corpo.

Finanziato dalla GlaxoSmithKlinhttp://www2.blogger.com/img/gl.italic.gife Pharmaceuticals and Rosetrees Trust.

Zeng B-Y, et al. European Journal of Neuroscience 2006; 23:1766-1774. 'MPTP treatment of common marmosets impairs proteasomal enzyme activity and decreases expression of structural and regulatory elements of the 26S proteasome.'

Oxford, Cambridge e Newcastle: Scimmie cerebrolese costrette a guardare i pesci.

Gli scienziati delle Università di Oxford, Cambridge, Newcastle e della Western Ontario University (Canada), hanno collaborato a uno studio a lungo termine sui comportamenti cerebrali di due macachi. Entrambe le scimmie sono state sottoposte a un'operazione chirurgica al cervello per l'impianto di elettrodi al fine di registrarne l'attività cerebrale. L'impianto era fissato da viti d'acciaio inossidabile, un bullone da testa e del cemento dentale.

Le scimmie sono state messe in una stanza insonorizzata, adagiate su una "sedia di contenzione" appositamente costruita – un apparecchio che limita i movimenti del corpo. Durante ogni sessione di sperimentazione la scimmia, costretta in quella posizione, veniva sottoposta alla visione a una serie di immagini in successione. Il suo compito consisteva nel tenere lo sguardo fisso fino a quando non vedeva un pesce. Tutte le registrazioni sperimentali sul cervello e sugli occhi venivano monitorate da un computer, e anche la consegna di un succo di frutta come premio era automatica. Uno sguardo sbagliato, o l'assenza di reazione da parte delle scimmie risultava nella mancata consegna del premio. Le scimmie sono state sottoposte a un totale di 67 sessioni di esperimenti. Non vi è traccia alcuna della loro sorte dopo questi esperimenti.

Everling S, Tinsley CJ, Gaffan D, Duncan J. European Journal of Neuroscience 2006; 23:2197-2214. 'Selective representation of task-relevant objects and locations in the monkey prefrontal cortex.'


Edimburgo: Scimmie uccise per dimostrare che il latte artificiale a base di soia è sicuro

Un gruppo di scienziati dell'Università di Edimburgo ha compiuto delle ricerche sugli effetti che le formulazioni artificiali di latte per l'infanzia a base di soia producono sullo sviluppo sessuale dei maschi a cui viene somministrato.

Gruppi diversi di cuccioli gemelli di scimmia marmoset sono stati alloggiati con i propri padri, con la possibilità di vedere le madri, ma da esse separate per mezzo di una rete metallica, così da impedire il normale allattamento al seno.

In ogni coppia di gemelli, uno veniva stato nutrito con una formulazione artificiale a base di latte di mucca, mentre all'altro veniva somministrata la formulazione a base di soia, per un periodo di 30-40 giorni. I piccoli marmoset rimanevano nei loro nuclei familiari fino all'età di 18 mesi, durante i quali ciascun maschio veniva messo in gabbia con una femmina adulta.

Alle coppie di maschi e femmine era permesso di rimanere insieme (anche con eventuali cuccioli nati nel frattempo) fino all'età di 120-138 settimane; a quel punto, venivano uccisi con un'iniezione letale per poterne studiare gli organi in laboratorio.

Il latte artificiale a base di soia è stato dichiarato innocuo per le scimmie. Molti cuccioli d'uomo vengono nutriti con il latte di soia artificiale. Nella conclusione, i ricercatori suggeriscono che, negli esseri umani, per ottenere la vera risposta a qualsiasi dubbio relativo agli effetti del latte artificiale a base di soia, non occorre altro che un'analisi del sangue.

Finanziato dal Medical Research Council

Tan KAL, Walker M, Morris K, Greig I, Mason JI, Sharpe RM. Human Reproduction 2006; 21(4): 896-904. 'Infant feeding with soy formula milk: effects on puberty progression, reproductive function and testicular cell numbers in marmoset monkeys in adulthood.'

University College di Londra e Università di Rochester, New York: Scimmie cerebrolese premiate con del succo di frutta

In uno studio in collaborazione fra scienziati britannici e americani all'Università di Rochester (New York), due macachi adulti sono stati studiati per valutare la loro reazione a 367 diversi tipi di richiami di altre scimmie. Entrambe gli animali erano stati precedentemente sottoposti a un'operazione chirurgica per l'impanto di elettrodi nel cervello. Inoltre, ad uno di essi è stata anche impiantata una spirale ottica – uno strumento utilizzato per la registrazione dei movimenti dell'occhio, che viene applicato chirurgicamente dietro la congiuntiva (la delicata membrana che ricopre la parte anteriore del bulbo oculare e riveste la parte interna della palpebra).

Le scimmie sono state addestrate, usando del succo di frutta come premio, a focalizzare l'attenzione su un punto centrale, mentre venivano sottposte all'ascolto di vari suoni – compresi i richiami delle scimmie – emessi da aloparlanti. I ricercatori hanno registrato l'attività di cellule cerebrali associate all'udito.

Finanziato dal National Institute on Deafness e dalla Schmitt Foundation

Averbeck BB, Romanski LM. The Journal of Neuroscience 2006; 26(43):11023-11033. 'Probabilistic encoding of vocalizations in macaque ventral lateral prefrontal cortex.'


University College di Londra: esperimenti del 1983 sugli occhi delle scimmie, ripetuti nel 2005

I ricercatori del Wellcome Laboratory di Neurobiologia dello University College di Londra, hanno condotto esperimenti su delle scimmie, per poter identificare esattamente quali cellule cerebrali siano responsabili del riconoscimento delle sfumature dei colori. Sono stati utilizzati sei macachi maschi. I test sono stati eseguiti su quattro animali anestetizzati e su due coscienti.

Le scimmie sono state abituate a sedersi su una "sedia di contenzione" – un apparecchio che limita fortemente i movimenti del corpo. Sotto anestesia, è stato loro impiantato nel cranio uno strumento di registrazione, usando viti di acciaio inossidabile e cemento dentale.

Dopo aver riacquisito conoscenza, sono state immobilizzate sulla sedia e addestrate a fissare lo sguardo su un punto preciso di uno schermo posto loro di fronte, il cui sfondo cambiava colore.

Esperimenti simili sono stati eseguiti sulle quattro scimmie anestetizzate, i cui occhi riuscivano ancora a trasmettere e far registrare deboli onde. Tutti e sei gli animali sono stati uccisi per studiarne i cervelli.

Gli autori hanno ammesso che gli stessi risultati sulla funzione delle cellule erano stati ottenuti durante alcuni esperimenti sulle scimmie condotti nel 1983.

Finanziato dalla Wellcome Trust.

Kusunoki M, Moutoussis K, Zeki S. J Neurophysiol 2006; 95:3047-3059. 'Effect of background colours on the tuning of colour-sensitive cells in monkey area V4.'


Oxford: Ricercatori delibitano una scimmia di 16 anni

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford ha condotto esperimenti su un macaco di 16 anni, come parte di uno studio in corso relativo ai disordini motori associati al morbo di Parkinson.

La scimmia, in età ormai avanzata, è stata sottoposta a un intervento chirurgico per l'impianto in profondità di un elettrodo cerebrale, connesso ad un pacemaker, che poteva essere attivato o disattivato da un comando a distanza. In esperimenti successivi, l'animale è stato reso inabile, attraverso la somministrazione dell'MPTP – una sostanza chimica che danneggia il cervello e compromette seriamente il controllo dei movimenti del corpo.

I ricercatori hanno poi eseguito esperimenti con la combinazione di un comune medicinale utilizzato per il trattamento di questa malattia (L-DOPA) e l'attivazione o disattivazione del pacemaker.

E' stato scoperto che i due trattamenti per il Parkinson (L-DOPA e la stimolazione elettrica attraverso l'elettrodo impiantato in profondità nel cervello) insieme, nel complesso davano il miglior risultato.

Studi equivalenti condotti su pazienti umani suggeriscono che questa informazione era già nota almeno dal 1999. Il numero di esperimenti a cui questa scimmia sedicenne era stata precedentemente sottoposta, così come la sua sorte dopo gli studi su di essa condotti, non sono stati resi noti.

Finanziato dal Medical Research Council, dalla Templeton Foundatione e dalla Charles Wolfson Charitable Foundation

Jenkinson N, Nandi D, Oram R, Stein J, Aziz T. Neuroreport 2006; (17) 6: 639-641. 'Pedunculopontine nucleus electric stimulation alleviates akinesia independently of dopaminergic mechanisms.'

Hull, Bristol, Nottingham e Newcastle: nove scimmie uccise per esperimenti ripetuti alla vista

In questo studio, gli scienziati delle università di Hull, Bristol, Nottingham e Newcastle hanno condotto esperimenti alla vista su nove marmoset. Gli animali sono stati anestetizzati e poi è stata somministrata loro una sostanza paralizzante. L'uso di tale sostanza è di particolare importanza, perché puo' impedire alle scimmie di esprimere qualsiasi sensazione di dolore.

Nel cervello di questi animali sono stati impiantati chirurgicamente degli elettrodi, in modo da registrare l'attività delle cellule cerebrali. Inoltre, nei loro occhi sono state applicate delle lenti a contatto e poi sono stati esposti a fasci di luce di diverse frequenze.

Alla fine degli esperimenti, tutti e nove i marmoset sono stati uccisi per iniezione letale. I loro cervelli sono stati rimossi per studi di laboratorio.

Gli autori sono giunti alla conclusione che i loro risultati si avvicinavano moltissimo a quelli di alcuni studi sugli animali eseguiti 13 anni fa. Hanno ammesso che recenti studi sulla formazione delle immagini condotti con tecniche non invasive sugli esseri umani avevano già contribuito ad importanti informazioni agli studi in questo campo.

Finanziato dalla Wellcome Trust, dal Biotechnology e dal Biological Sciences Research Council (BBSRC)

Barraclough N, Tinsley C, Webb B, Vincent C, Derrington A. Visual Neuroscience 2006; 23:815-824. 'Processing of first-order motion in marmoset visual cortex is influenced by second-order motion.'

Oxford: Scimmie danneggiate cerebralmente per renderle indecise


Un gruppo di scienziati dell'Università di Oxford ha compiuto studi sul comportamento del processo decisionale di nove macachi adulti. Tre scimmie sono state sottoposte a interventi chirurgici, durante i quali è stata loro deliberatamente danneggiata l'area del cervello ritenuta importante per il processo decisionale.

Tutti e nove i macachi sono stati costretti ad eseguire vari compiti con la promessa di un premio. Sono stati ammaestrati a manipolare un joystick per 150 volte al giorno, per cinque giorni consecutivi. Gli animali dovevano conseguire un risultato positivo per 25 volte di seguito, dopo le quali il livello di frustrazione aumentava, in quanto i ricercatori richiedevano loro un diverso tipo di risposta "corretta".

Basandosi sul confronto fra scimmie normali e scimmie cerebrolese, il gruppo di ricerca è arrivato alla conclusione che la parte del cervello danneggiata è "essenziale per l'apprendimento del valore delle azioni".

Finanziato dal Medical Research Council, dal Clarendon Foundation, dal Wellcome Trust e dalla Royal Society.

Kennerley SW, Walton ME, Behrens TEJ, Buckley MJ, Rushworth MFS. Nature Neuroscience 2006; 9:940-947. 'Optimal decision making and the anterior cingulate cortex.'



Versione originale:

Fonte: www.animalaid.org.uk
Link: http://www.animalaid.org.uk/h/n/CAMPAIGNS/experiments/ALL/1505/

Versione italiana:

Fonte: www.agireora.org
Link: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=193
31.03.07

Saturday, March 31, 2007

TI DEFINISCI UN PROGRESSISTA - MA ANCORA MANGI CARNE ?

Nutrirsi seguendo un'alimentazione basata sui cibi vegetali è un modo facile ed economico per porre fine alla crudeltà verso gli animali e per ripulire l'ambiente. Come mai, allora, ci sono ancora così tanti progressisti che si aggrappano ai loro chicken nuggets?

La relazione pubblicata questa settimana dai più famosi scienziati in materia di clima non lascia dubbi: il problema del riscaldamento globale è in forte crescita ed è principalmente causato dall'uomo. La relazione dell'ONU pubblicata poco tempo dopo ha fatto notare un punto critico: "Il settore dell'allevamento emerge come una delle 2-3 principali cause dei problemi ambientali più gravi, su ogni scala, dal locale al globale". E tuttavia, tantissimi ambientalisti continuano a mangiare carne. Perché? Aiutare a risolvere il problema può essere molto più semplice ed economico che andare a comprare una nuova auto ibrida (elettrica+benzina). Possiamo fare una enorme differenza per l'ambiente semplicemente con una dieta basata sui vegetali anziche' sui prodotti animali. L'allevamento industriale inquina l'aria e l'acqua, riduce le foreste pluviali, e causa il riscaldamento globale. E tuttavia per alcuni ambientalisti l'idea di abbandonare la bistecca è dura da mandar giù.

Così, ho pensato che avrei potuto discutere un po' delle principali motivazioni che i miei amici carnivori adducono per difendere il loro consumo di carne. Iniziamo con:

Alcuni erano spaventati dal passaggio ad una dieta vegetariana

Questo non ha senso. Metà degli americani muore di infarto o cancro e due terzi sono sovrappeso. La American Dietetic Association dice che i vegetariani hanno "probabilità più basse di morire di ischemia cardiaca; [...] livelli di colesterolo più bassi, pressione più bassa, e minore incidenza di ipertensione, diabete di tipo 2, e cancro alla prostata ed al colon". I vegetariani, mediamente, hanno un terzo delle possibilità di essere in sovrappeso rispetto a chi mangia carne.

Inoltre ho appena appreso dal brillante Dr. Andrew Weil che c'è qualcosa nella carne che si chiama acido arachidonico, o AA, che è responsabile di molte infiammazioni. L'AA è un acido grasso pro-infiammatorio. Il Dr. Weil mi ha spiegato che "infarto e morbo di Alzheimer (oltre un gran numero di altre malattie) iniziano come processi infiammatori. Lo stesso disequilibrio ormonale che aumenta l'infiammazione aumenta anche la proliferazione delle cellule ed il rischio di trasformazioni maligne". I medici stanno dimostrando che le infiammazioni sono la chiave di molte malattie che ci colpiscono. Così, quando mangi carne, ingerisci AA, che causa infiammazioni e scatena malattie. Non importa che il pollo sia allevato all'aperto ed il manzo nutrito ad erba, perché questo acido grasso è naturale e sempre presente nella carne.

Per quanto riguarda la mancanza di forza ed energia in una dieta vegetariana, basti dire che alcuni degli atleti più riconosciuti al mondo sono vegetariani. Qualche esempio: Carl Lewis (forse il più grande atleta olimpico di tutti i tempi), Robert Parish (uno dei 50 grandi giocatori della storia dell'NBA), Desmond Howard (vincitore del Trofeo Heisman e Super Bowl MVP, Most Valuable Player), Bill Pearl (body builder professionista e 4 volte Mr. Universo), Jack La Lanne (Mr. Fitness) e Chris Evert (campione del tennis). Gli atleti vegetariani hanno il vantaggio di prendere tutte le proteine vegetali, carboidrati complessi e fibra di cui hanno bisogno senza il colesterolo ed i grassi animali che si trovano nella carne e che a causa della loro capacità di ostruire le arterie li rallenterebbero. Infatti, Carl Lewis afferma: "il mio anno migliore, per quanto riguarda le competizioni, fu il primo anno che iniziai a seguire un'alimentazione vegan".

Qualcuno ha dichiarato che la foresta pluviale è stata disboscata per far coltivare soia, non carne.

In realtà, la foresta pluviale è stata abbattuta soprattutto per creare terreni di pascolo, però è vero, anche per coltivare soia – ma non per essere destinata all'alimentazione umana. L'America e l'Europa non sono in grado di coltivare il foraggio di cui hanno bisogno per provvedere alla loro dipendenza dalla carne rimanendo nei loro territori, perciò l'industria agricola ha cominciato ad abbattere la foresta pluviale. Chiedete ai membri di Greenpeace, o di qualunque altra associazione ambientale, e vi diranno che la stragrande maggioranza di soia (o di grano o di frumento, per quello che importa) è utilizzata per nutrire gli animali negli allevamenti. Infatti, Greenpeace ha recentemente esposto un enorme striscione sopra un campo di soia in Amazzonia, che reca la scritta "KFC-Amazon Criminal", per evidenziare il fatto che molte importanti società di pollame e altri tipi di carne, come la KFC (Kentucky Fried Chicken) siano responsabili della distruzione dell'Amazzonia. [NdT: peccato che Greenpeace mai e poi mai abbia sostenuto un'aliemtazione a base evegtale, ne' abbia mei nemmeno informato sull'argomento]

Alcuni si domandano se lo stesso discorso valga per la carne da allevamento biologico e kosher.

Purtroppo, la maggior parte delle società produttrici di carne, uova e prodotti caseari, che vogliono far credere di essere ecologiche o "amiche degli animali", mettendo sulle confezioni le immagini di allegri pollai, sono sostanzialmente le stesse società che lavorano insieme agli allevamenti intensivi, ma con consulenti pubblicitari migliori. Infatti, etichette quali "Swine Welfare" e "UEP Certified" non sono altro che una tattica per tentare di nascondere gli orribili maltrattamenti che avvengono nella produzione di questi prodotti. Persino gli allevamenti "biologici" si stanno industrializzando in un modo che scandalizza anche i giornalisti che si danno la pena di indagare. Tristemente, "kosher" non significa nulla quando si ha a che fare con il modo in cui vengono trattati gli animali negli allevamenti, inoltre, si è scoperto che il più importante mattatoio kosher in Nord America maltrattava gli animali in modo orrendo.

Dopo quanto è stato detto, è innegabile il fatto che i rari mangiatori di carne che si limitano a consumare, nelle occasioni speciali, solo un pochino di carne di animali allevati all'aperto e nutriti di erba, producono un impatto senza dubbio minore sull'ambiente rispetto alla maggior parte degli americani. Ma se considerate che nessun valido studio scientifico o medico dimostra che mangiare animali sia salutare, tantomeno necessario, occorre porsi delle domande sul perché gli ambientalisti insistano nel consumare prodotti che sappiamo provenire da allevamenti intensivi ed inquinanti (sebbene siano meno intensivi ed inquinanti di altre alternative simili, o sebbene siano consumati con "moderazione"). Sarebbe un po' come guidare una SUV che fa 6km con un litro, anziché 4, oppure guidare una SUV tre volte alla settimana, anziché sette. Non c'è dubbio che sarebbe meglio per l'ambiente, ma dal momento che esistono molti altri modi per spostarsi da A a B, non c'è alcun bisogno di usare una SUV. Mangiare carne – qualsiasi tipo di carne – è la stessa cosa: con tutte le opzioni vegetariane esistenti, che sono senz'altro molto più rispettose dell'ambiente di qualsiasi prodotto animale, semplicemente non ci sono giustificazioni per coloro che si dichiarano ambientalisti – o contro la crudeltà – ma mangiano carne.

Alcune preoccupazioni riguardo i vegetariani "predicatori", "sputasentenze" o "estremisti"

Alcuni ritengono che il vero motivo che spinge i vegetariani ad essere tali sia il desiderio di essere estremi. Nonostante io non apprezzi per nulla i messaggi radicali, la verità è che, qualche volta, è la sola cosa che ci strappi dal nostro stato di apatia. Di sicuro la visione di uno di quei video sui mattatoi ha funzionato con me – sicuramente non è stato piacevole, ma ha catturato la mia attenzione.

La vera natura dei movimenti progressisti nel corso della storia è stata quella di dire agli altri di smettere di fare qualcosa di nocivo o degradante (es., usare gli esseri umani come schiavi, molestare sessualmente le donne, costringere i bambini a lavorare nelle aziende che sfruttano la manodopera, danneggiare l'ambiente, ecc.). Sì, gli abolizionisti, i suffragisti, le femministe e gli attivisti per i diritti civili venivano chiamati estremisti, e analogamente, alcuni vegetariani sono chiamati nello stesso modo. Ma forse ciò accade solo perché il vegetarismo non è stato ancora accettato culturalmente. Le vecchie abitudini – e l'appetito – sono dure a morire, e solitamente si incontra molta opposizione di fronte a questo cambiamento. Sono una ragazza del sud, e amavo i miei bastoncini di pollo fritti più di ogni altra cosa. Non volevo rinunciare alle gioie dei barbecue domenicali e alle scorpacciate di ali di pollo che facevo con i miei amici il venerdì notte. Lo so; lo capisco.

Ciononostante, se vogliamo continuare ad evolverci – fisicamente, emotivamente e spiritualmente – dobbiamo veramente essere consapevoli di come le nostre scelte alimentari influiscano non solo sull'ambiente ma, cosa ancora più importante, sulla salute (o sulla grande sofferenza) delle altre creature. Quindi sì, da una parte il muoversi verso un'alimentazione basata sui vegetali potrebbe sembrare una scelta estrema, perché la gente non ci è abituata. Ma dall'altra parte, possiamo ancora permetterci i nostri barbecue (con gli hamburger veegtali e i wurstel di soia) e sentirci in pace con noi stessi. Sono davvero convinta che i vegetariani non dovrebbero alimentare stereotipi ipocriti, penso che non dovremmo essere insistenti e pesanti, ovviamente, ma penso anche che non ci sia bisogno di stare in silenzio; ciò che occorre è semplicemente tanta pazienza e dignità.

Alcune persone hanno chiesto informazioni a proposito della carne nei paesi in via di sviluppo, o per gli eschimesi o per gli Inuit.

Se state leggendo questo blog e siete Eschimesi, o vivete nel deserto Sub-sahariano, non sto per dire che intendo privarvi del vostro pezzo di carne; sarebbe davvero sciocco da parte mia affermare una cosa simile. Ma se vivete in un paese industrializzato, dove quasi tutti gli animali vengono nutriti con il foraggio coltivato appositamente, anziché essere lasciati liberi di pascolare, vivono in allevamenti o viene loro data la caccia, anziché essere lasciati liberi di vivere con le loro famiglie, e siete circondati da molte alternative vegetariane, nel vostro caso allora non si può parlare di limitate fonti di cibo.

Alcune persone sono preoccupate sulle possibili difficoltà che una dieta vegetariana può presentare.

Essere vegetariani non rappresenta esattamente il sacrificio supremo – facendo un giro su Internet si possono vedere foto di piatti vegetariani che vi dimostreranno proprio il contrario. Il cibo vegetariano e vegan si può trovare ovunque. La maggior parte dei, se non tutti, più grandi supermercati vende latte di soia, sostituti della carne (bocconcini di "pollo", "costolette" alla brace, hamburger, "wurstel" di soia, ecc.), formaggi vegan, e gelato di soia. Se non riuscite a trovare quello che cercate in un supermercato, nella maggior parte dei casi lo potete far ordinare [NdT: in Italia oggi questi prodotti si trovano solo in alcuni supermercati, non in tutti, ma comunque non sono prodotti necessari, perche' la base dell'alimentazione vegan e' fatta di cereali e legumi, e questi prodotti si consumano solitamente 1-2 volte la settimana e si trovano nei supermercati di alimentazione naturale]. Molti ristoranti propongono delle alternative vegetali (specialmente quelli Tailandesi, Indiani, Etiopi, Messicani e altri ristoranti etnici, che, d'altra parte, sono i miei preferiti). È pur vero che alcuni vegetariani preferiranno non mangiare il cibo che è stato cotto sulla stessa griglia in cui è stata fatta cuocere della carne, ma personalmente non mi preoccupo di questo (non causa un'ulteriore sofferenza animale o un danno ambientale). Potete trovare ottime ricette vegetariane al sito www.VegCooking.com [NdT in Italia: www.vegan3000.info e www.veganriot.it ]

Vorrei adesso accennare brevemente alle cinque affermazioni più comuni che abbia sentito fare dai mangiatori di carne, riguardo al loro consumo di carne.

Numero cinque:
"Gli esseri umani hanno sempre mangiato gli animali – è naturale".

Prima di tutto, la nostra evoluzione verso la moralità è quasi interamente caratterizzata dall'andare oltre la "legge del più forte". Potrebbe senz'altro risultare "naturale" ai potenti dominare sui poveri, ma ciò non significa che dobbiamo tollerarlo. Poi, il corpo umano non ha bisogno di carne per essere in salute – piuttosto il contrario. La carne degli animali è ricca di colesterolo e di grassi saturi, che fanno male al nostro corpo. Potremmo aver avuto bisogno di mangiare carne migliaia di anni fa, in tempo di carestia siamo stati cacciatori, ma non ne abbiamo bisogno adesso e staremmo meglio senza. Date un'occhiata a questo articolo del Dr. Milton Mills per avere maggiori informazioni sui legami tra fisiologia umana e consumo di carne. Quel che è peggio, la gente che fa affermazioni di questo tipo generalmente lo fa per giustificare il proprio consumo della solita vecchia carne che proviene dagli enormi, disumani allevamenti, dove gli animali sono ammassati in capannoni sporchi o dentro gabbie e non sono liberi di fare nulla di ciò che la loro natura richiederebbe – mai, in nessun caso (respirare aria fresca, scaldarsi sotto il sole, fare bagni di terra, organizzarsi in ordini sociali, ecc.). Alle galline ovaiole viene tagliato il becco, ai maialini viene tagliata la coda, ecc. (per favore dedicate 10 minuti alla visione di questo video Meet your meat). Mostra come il 99% dei polli e dei tacchini, il 95% del maiali e delle uova, e quasi tutta la carne di manzo e i prodotti caseari giungano sulle nostre tavole. Infine, se vi preoccupate così tanto di essere "naturali", allora pensate per un attimo al danno che state facendo al vostro ambiente naturale, mangiando carne – ogni tipo di carne. In conclusione, secondo me, non abbiamo alcun bisogno di mangiar carne, anzi vivremmo meglio senza e in più per soddisfare la nostra golosità provochiamo agli animali enorme sofferenza.

Numero Quattro:
"Gli animali non sono pari agli esseri umani, quindi non dovremmo preoccuparci troppo di loro".

Spesso mi trovo in disaccordo con Peter Singer, professore di Princeton, ma in questo caso non posso che dargli ragione. Il Dr. Singer scrive, "Quando i non vegetariani dicono che 'i problemi degli esseri umani hanno la priorità', non riesco a capire cosa esattamente essi stiano facendo per gli esseri umani che li costringa a sostenere l'inutile, crudele sfruttamento degli allevamenti". Che equivale a dire: Bene, non sprecare tempo per i problemi degli animali, ma per favore non spingere gli altri ad abusare degli animali, cosa che fai quando compri pollo, maiale o altri prodotti animali. E ricorda: una dieta vegetariana è anche la dieta migliore per il pianeta, così mangia come se la salute del pianeta dipendesse da questo, e, del resto, è proprio così.

Numero tre: "Ci sono stati molti carnivori brillanti, come Picasso e Mozart, e certamente non possono essere stati nel torto."

Dubito fortemente che qualcuno possa insinuare che i vegetariani Steve Jobs, Leonardo da Vinci, Pitagora, Albert Einstein, Leone Tolstoij o Mohandas Gandhi siano stati geniali perché vegetariani, e non credo neanche che si possa argomentare che i carnivori abbiano raggiunto grandi traguardi come risultato della propria dieta. È interessante notare che molti studi mostrano come i vegetariani siano più intelligenti dei carnivori, ma probabilmente non è un fatto casuale; probabilmente la spiegazione è che le persone più sveglie tendono ad interrogarsi più profondamente sulla realtà delle cose, da qui la decisione di diventare vegetariani. Qui c'è uno studio del 2006 pubblicato sul British Medical Journal che dimostra che i vegetariani sono più intelligenti dei carnivori.

Numero due: "Qual è il confine? Dovremmo proteggere gli insetti? Qual è la differenza tra l'uccidere piante ed uccidere animali? Sono tutti vivi".

Il teologo, creatore di Narnia, C.S. Lewis si è fortemente opposto alla vivisezione adducendo motivazioni cristiane, ed ha fatto notare che quella domanda è senza fondamento; chi la pone già conosce e comprende la differenza tra piante ed animali. Ogni lettore proverà orrore nel pensare di dar fuoco ad un gatto oppure colpire la testa di un cane con una mazza da baseball, perché noi sappiamo che queste cose possono provocare dolore agli animali. Ma nessuno di noi prova lo stesso orrore quando pensa di strappare l'erbaccia o di falciare l'erba, perché sappiamo che l'erba non ha capacità di sentire dolore. Polli, maiali, pesci e vitelli sentono tutti dolore nello stesso modo e con la stessa intensità di un cane ed un gatto. Provate ad osservare il linguaggio del loro corpo e del loro viso in questi video segreti; ascoltate il modo in cui urlano. Ve lo assicuro, l'erba non soffre come queste povere creature. Non sono così sicura per quanto riguarda gli insetti, anche se provo a concedere il beneficio del dubbio, finché possibile. Sì, quando cammino per strada, sono sicura di schiacciare scarafaggi. Ma il fatto che io non sia in grado di fermare tutta la crudeltà, vuol dire che non dovrebbe importarmi nulla di fermarne quanta possibile? No di certo. È un po' come dire che, dal momento che guidi una macchina, allora non dovresti preoccuparti neppure di fare riciclaggio.

E per finire, la giustificazione Numero 1 al consumo di carne: "La carne non mi ucciderà, e mi piace".

Non c'è nessun dubbio sul fatto che questo sia il punto cruciale, l'unica risposta veramente onesta a parer mio. Certamente, a meno che non ci si prenda una grave intossicazione per un pollo poco cotto o ci si strozzi con un pezzo di bistecca, la carne non ti ucciderà direttamente. Ma ci sono elevate probabilità che mangiare carne possa ridurre la durata e la qualità della vostra vita a lungo andare. La American Dietetic Association (il più importante gruppo di ricercatori, dottori, ecc. nel campo della nutrizione) dice che tra i vegetariani si riporta una minore incidenza di infarto, cancro, diabete e obesità rispetto ai carnivori. Alcuni sostengono che per ogni studio ce ne sia un altro che dimostra il contrario, ma non è così in questo caso. La ricerca di un documento scientificamente valido o di prove mediche che dimostrino il contrario vi darà filo da torcere. Davvero, anche se non avessi avuto interesse per la sofferenza animale o per il degrado ambientale, sarei diventata comunque vegetariana perché questa dieta è la migliore per la mia salute. E come ho gia' fatto notare, mangiare carne comporta crudeltà verso gli animali e un aumento del degrado ambientale, e tutto per una questione di preferenza di gusto (che, comunque, può essere largamente soddisfatta dalle gustose alternative vegetali disponibili)

Conclusioni:

Una cosa riguardo l'essere vegetariani che viene spesso ignorata è quanto questa scelta possa rendere più coerenti. Personalmente, penso che l'integrità delle proprie azioni richieda che, tra l'altre cose, cerchiamo di condurre una vita che sia il più compassionevole e consapevole possibile. Per me questo significa che se c'è qualcosa che non vorrei fare io personalmente, allora non dovrei pagare qualcun altro perché la faccia al posto mio. Perciò, dal momento che non infliggo personalmente sofferenza agli animali, né li uccido, allora non sostengo neanche il mercato della carne, andando in una macelleria a comprare questi poveri animali fatti a pezzi e incartati.

Siamo una nazione di amanti degli animali, e ci scandalizziamo quando sentiamo casi di cani arsi vivi o abbandonati. Ma anche polli e maiali ed altri animali meritano la nostra compassione, Sono tutti animali intelligenti che sentono dolore e paura, anche se sono trattati orribilmente, e la cosa triste è che non c'è nessuna legge a proteggerli. Se non credete alle mie parole guardate il filmato Meet Your Meat e vedete con i vostri occhi quello che succede. Ci opponiamo al lavoro minorile, e ci scandalizziamo quando pensiamo ai bambini sfruttati nei paesi in via di sviluppo. Ma i macelli americani si basano ugualmente sullo sfruttamento. Usano persone che lavorano illegalmente che non possono difendersi per la paura di essere espulsi dal Paese. Le condizioni in questi posti sono cosi' terribili che il ricambio annuale dei lavoratori è altissimo. Date una occhiata al sito di questa organizzazione per il lavoro per conoscere la loro lotta contro la Smithfield Foods (il leader mondiale nella produzione di carne di pollo e tacchino, proprietario del marchio Butterball). Siamo ambientalisti e ci scandalizziamo vedendo un Hummer giallo canarino nel parcheggio del supermercato. Ma senza considerare la quantità di benzina consumate da un Hummer o la quantità di gas ad effetto serra che emette, se mangiamo carne stiamo facendo una scelta consapevole ancora più inquinante.

Gli Americani e gli Europei mangiano carne perché lo vogliono, non perché ne abbiano bisogno. E lo fanno a spese degli animali, delle persone e dell'ambiente. Dovremmo davvero considerare un cambio di alimentazione.

[NdT: Per qualche consiglio su come fare: www.vegfacile.info]

Versione originale:

Kathy Freston
Fonte: www.alternet.org
Link: http://www.alternet.org/envirohealth/49188
14.03.07

Versione italiana:

Fonte: www.agireora.org
Link: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=192
29.03.07

Wednesday, March 28, 2007

TERZANI VEGETARIANO



Un sintetico ritratto audio di Tiziano Terzani vegetariano a cura di Stefano Momentè e la lettura di un significativo brano tratto da "Un'altro giro di giostra". Segue un intervista di Paola Segurini ad Angela Terzani, in cui la moglie ci descrive l’approccio al vegetarismo del grande giornalista scomparso nel 2004.

CLICCA QUI

Sunday, March 25, 2007


Ammazzalo, cucinalo, mangialo




Questo e' il titolo di una serie di trasmissioni che la BBC inglese sta mandando in onda in questi giorni (dal 5 al 7 marzo, "Kill It, Cook It, Eat It"), che mostrano la vita negli allevamenti, il trasporto verso il macello, la macellazione, lo squartamento dei corpi e la preparazione della "carne", di vari animali (agnelli, maiali, bovini, ecc.).

Quello che la BBC dichiara di voler fare e' semplicemente mostrare cosa avviene "prima" che la bistecca, il prosciutto, la costoletta d'agnello, finisca nei nostri piatti. Il pubblico (di ogni genere ed eta': adulti, ragazzini, fanatici della carne, vegetariani) e' fisicamente presente dentro al macello, per vedere come vengono uccisi gli animali. Il tutto viene filmato e mandato in onda.

Viene mostrato il fumo che esce dalla testa di un maiale che collassa al suolo dopo aver subito l'elettrocuzione (i maiali vengono storditi prima la macellazione attraverso questa sorta di elettroschock). Si vedono i macellai che appendono l'animale tremante per le zampre posteriori e gli tagliano la gola, si vede il sangue che sgorga e riempie il pavimento.


Il pubblico guarda attraverso un vetro, alcuni piangono quando il maiale viene gettato nell'acqua bollente e scuoiato. Pochi minuti prima un filmato aveva mostrato quello stesso animale da cucciolo, un tenero e affettuoso maialino rosa.

Il quotidiano inglese "Sunday Mirror" del 4 marzo riporta che la portavoce della Vegetarian Society inglese, Liz O'Neill ha dichiarato "E' stato sconvolgente" e che l'allevatore Ken Howie ha dichiarato al presentatore del programma, Richard Johnson: "Mi chiedo se il pubblico abbia bisogno di vedere queste cose".
















Certo che ne ha bisogno, signor allevatore, certo che ne ha bisogno, anche se a lei non piace che si vedano la sofferenza e la morte degli animali, e ancora meno che si mostri com'erano questi animali da vivi, come fossero dei teneri cuccioli come il nostro cagnolino di casa, che poi sono stati menomati, tenuti prigionieri, privati di ogni cosa che rendesse piacevole la loro vita, per finire in un macello lurido, fatti a pezzi per soddisfare lo sfizio umano per la "carne".

Certo che il pubblico ha bisogno di saperlo, e ancora di piu' ne han bisogno gli animali. Probabilmente solo una parte del pubblico sara' toccata da queste immagini. Solo le persone piu' sensibili, quelle che han dentro un senso di giustizia che rende loro impossibile fare del male per un puro e stupido piacere personale. La maggioranza, quelli che "se ne fregano", continueranno a pensare "sono solo animali", e se un po' si senso di colpa li colpira', diventeranno ancora pou' aggressivi nella loro difesa del proprio "diritto alla bistecca". Per alcuni, questo senso di colpa sara' un seme che germogliera' quando abbasseranno un po' le difese, per altri non germogliera' mai, perche' sono persone cosi' deboli che non hanno la capacita' di rispettare il diritto alla vita di chi non si puo' difendere, e sentono minacciata la loro "superiorita'", nel concedere il diritto alla non sofferenza a esseri senzienti che sono alla loro merce'.

Ma anche se solo alcune persone saranno toccate, almeno quelle non potranno piu' far finta di non sapere, e stara' a loro fare una scelta coraggiosa, o continuare con la non-scelta codarda di "fare come fanno tutti gli altri".

Le immagini mostrate sono quelle di un piccolo macello. Nei grossi macelli, da cui la maggior parte della "carne" proviene, le condizioni per gli animali sono ancora peggiori, la loro morte e' ancora piu' cruenta (perche' per velocizzare il processo non e' raro che le operazioni di stordimento preventivo non funzionino affatto e l'animale venga sgozzato ancora cosciente).

Come dichiara la responsabile del programma di BBC-3, Julian Bellamy (sul Sunday Mirror del 4 marzo): "C'e' il desiderio di sapere da dove arriva il cibo che mangiamo e come questo cibo raggiunge i nostri piatti. Fara' discutere la gente".

QUI la pagina dedicata alla trasmissione, con i filmati scaricabili


Fonte: www.agireora.org
Link
6.03.07
"L'albero della carne"



Salve,
mi chiamo Lorenzo e faccio parte dell'associazione U. N. A (Uomo-Natura - Animali) di Foligno, sono vegetariano, frequento l'università e sto cercando di promuovere il mio primo cortometraggio "L'albero della carne".

Un film di in-formazione ovvero un film che vorrebbe formare un'opinione. Non sono un documentarista professionista ma vorrei diventarlo.
Mi sono permesso di comunicavi su come potete vederlo e diffonderlo a più gente possibile, specialmente ai vostri amici vegetariani che possono appoggiarmi, e che condividono come me la scelta di non mangiare animali, e anche a coloro che ancora non si pongono il problema se sia giusto comprare animali uccisi e mangiarli.

Il corto l'ho intitolato "L' albero della carne" per il semplice motivo che la gente compra bistecche, fettine di vitello, senza la consapevolezza di quello che succede in un mattatoio, senza SAPERE, quasi come se le si cogliessero da un albero.

La cosa che mi ha scandalizzato di più è stato non vedere alcun tipo di maturazione interiore o riflessione in alcuni che non avendo mai visto com'è un mattatoio, dopo la visione del film hanno continuato a mangiare carne( ingenuo che sono! ). Quella che mi ha dato maggior soddisfazione è che qualcuno come me mentre lo montavo, si è commosso e ha provato un sentimento di indignazione.

Vorrei continuare a fare dei corti sullo stesso tema. Uno sulla strage di agnelli che sta avvenendo in questo periodo, uno sulla caccia, e un altro ancora sugli animali impropriamente detti "da pelliccia". Sento che quello che sto facendo è giusto e utile. Cerco appoggio da parte delle persone che perseguono la scelta vegetariana sapendo quanto sia difficile trovare l'appoggio e la comprensione di chi non l'ha fatta.

Il cortometraggio, che partecipa ad un concorso, potete vederlo: QUI.
Siete naturalmente liberi di vederlo e di non votarlo se non lo riterrete meritevole, ma se lo è vi prego di farlo, perché il vostro contributo mi consentirebbe di proseguire il mio percorso che è anche il vostro. Sperando di non avervi fatto perdere del tempo prezioso vi saluto augurandovi buon lavoro.Grazie.

Lorenzo

Guarda e vota IL VIDEO


Fonte: www.promiseland.it
Link: http://www.promiseland.it/view.php?id=1987
23.03.07

Saturday, March 24, 2007


Gli allevamenti di animali "da pelliccia"

In molti casi, coloro che indossano pellicce giustificano le proprie azioni sostenendo che le pelli utilizzate per i loro indumenti provengono da animali uccisi presso gli allevamenti, anziché da animali che hanno sofferto per giorni con gli arti intrappolati in taglienti morse d'acciaio. Ritenere più "umano" il fatto che la pelliccia provenga da un allevamento è un'idea sbagliata. Purtroppo, non vi è alcunché di umano nel privare questi animali di tutto quanto rientra nelle loro esigenze comprtamentali e psicologiche. L'allevamento di animali da pelliccia non è che una tortura istituzionalizzata.

Prima di tutto, perché è sbagliato allevare animali da pelliccia?

E' importante sapere quali specie vengono allevate e uccise nei nostri stabilimenti [NdA: dati degli USA]. Dei 31 milioni di animali uccisi ogni anno negli allevamenti, 26 milioni circa sono visoni e 4,5 milioni sono volpi. Oltre a questi, vi sono 250.000 cincillà, 150.000 zibellini, 100.000 puzzole, 100.000 cani procioni (una specie che si differenzia dal procione americano) e, in numero minore, vengono allevate anche linci, linci rosse e nutrie.

Il visone è un predatore semi-acquatico, originario dell'America del Nord. I visoni sono creature estremamente solitarie, che trascorrono buona parte della propria giornata nuotando. Sono molto curiosi e sono abituati a spostarsi lungo un raggio di 3-4 chilometri circa. Si tratta di una specie molto attiva e pertanto difficilmente adattabile alla vita in gabbia.

I visoni allevati in cattività sono geneticamente selvatici. Fino agli anni'30, gli allevatori hanno continuato ad aggiungere visoni selvatici al loro programa di riproduzione. L'addomesticamento richiede migliaia di anni, perciò il costante afflusso di geni selvatici ha impedito a lungo la messa a punto di questo processo.

Negli allevamenti, i visoni vengono privati dello spazio di cui hanno bisogno, in quanto sono relegati in gabbie di 24 cm x 60cm circa. Talvolta possono essere di 5cm più larghe, o più basse. In ogni caso, si tratta di uno spazio inadeguato per qualsiasi animale, in particolar modo per il visone.

Poiché costretti all'interno di spazi cosi' limitati, molti visoni da allevamento sviluppano ulcere allo somaco e un ingrandimento delle ghiandole surrenali, entrambi segno di stress cronico. L'industria della pelliccia ha svolto dei test, nella speranza di dimostrare che i visoni da allevamento non soffrono di stress. Per i loro studi sono stati presi in esame giovani visoni, che ancora non hanno sviluppato ulcere allo stomaco. Il risultato di questi inaccurati test viene quindi utilizzato per "dimostrare" che la reclusione intensiva non ha alcun effetto sul visone. La diffusione degli ingannevoli esiti di tali ricerche spiegherebbe la disinformazione della gente riguardo a ciò che succede veramente negli allevamenti.

L'automutilazione della coda è una pratica comune fra i visoni tenuti in cattività. E' una seccatura per gli allevatori, in quanto fa diminuire il valore della pelliccia dell'animale, che si traduce in una notevole perdita economica per i gestori del business. Delle grandi recinzioni potrebbero ridurre la frequenza con cui si verifica l'automutilazione, ma un aumento degli spazi significherebbe un aumento dei costi complessivi. Quindi, per l'azienda è più redditizio ammassare un maggior numero di animali in ambienti ridotti, nonostante gli occasionali decessi e mutilazioni autoinflitte causate dallo stress, con cui dovrà fare i conti.

Quando nasce in un allevamento, questo animale semi-acquatico non ha la possibilità di nuotare nell'acqua. Durante il periodo estivo, un visone selvatico può immergersi in uno stagno per rinfrescarsi. Se privati di questa opportunità, molti visoni da allevamento muoiono in seguito a malattie provocate dalle alte temperature estive. Vi sono anni in cui ben il 10% degli animali allevati per la pelliccia muore per malattie dovute al caldo.

L'allevamento degli animali da pelliccia cambia a seconda delle diverse tendenze nel mondo della moda. Gli allevatori praticano incroci particolari, in modo da favorire lo sviluppo di fasi di mutazione del colore, che soddisfino i capricci dell'ultima moda. Il visone bianco Hedlund è il risultato di una mutazione genetica ottenuta presso un allevamento. Avendo subito una mutazione, questo animale è destinato a perdere l'udito dopo circa 30 giorni dalla nascita, a causa di un difetto genetico. Il visone Royal Pastel spesso sviluppa ciò che gli allevatori chiamano "screw neck", un disturbo nervoso che causa un incessante movimento rotatorio del collo. Il visone Blue Iris ha un sistema immunitario indebolito dalla mancanza di cellule killer naturali e una varietà di semi-visone è affetta da sindrome da stress. Tali menomazioni rendono la vita di questi visoni ancora piu' orribile. Questo tipo di mutilazione, che non esiste allo stato naturale, è invcece molto comune negli allevamenti.

La vita delle volpi da allevamento non è migliore. Le volpi da allevamento hanno seri problemi di cannibalismo. Poiché costrette in spazi estremamente sacrificati, arrivano al cannibalismo, come risultato di condizioni di vita stressanti. Si stima che, a causa di ciò, gli allevatori di volpi perdano prematuramente circa il 20% dei propri animali e che la metà dei decessi sia dovuta proprio ad atti di cannibalismo. Gli animali d'allevamento non hanno la possibilità di sviluppare il loro comportamento naturale. Sono trattati alla stregua di macchine, nonché di merci, anziché come creature viventi dotate di emozioni. La loro sofferenza e la loro morte hanno come unico scopo quello di creare un capo di vestiario, olretutto privo di una sua concreta utilità. Non è ben chiaro come coloro che indossano pellicce possano amare e curare affettuosamente una creatura appartenente alla razza canina, ad esempio il loro cane da compagnia e, allo stesso tempo, essere favorevoli alla tortura e alla morte di un altro canide, la volpe.

La morte di questi animali è una racconto dell'orrore. Il metodo più comune per l'uccisione delle volpi è l'elettrocuzione anale.

I visoni di solito vengono gassati oppure viene loro iniettato del veleno. A molti di essi viene spezzato il collo e altri vengono soffocati. Un'indagine segreta ha rivelato che alcuni visoni vengono uccisi con erbe killer, che provocano loro fino a 10 minuti di convulsioni prima di morire.

L'industria del cincillà amette orgogliosamente che la maggior parte di questi animali viene uccisa tramite la rottura del collo o per elettrocuzione. Molti allevatori di cincillà attaccano loro un morsetto all'orecchio e un altro ai genitali, per effettuare l'elettrocuzione di queste povere creature. Il cincillà è piccolo, ed è necessario che ne muoiano addirittura cento per confezionare un unico cappotto. Il mercato delle pellicce definisce tutto ciò "umano".

La verità sull'industria della pelliccia si diffonderà, nonostante i vari tentativi di minimizzare il dolore e la sofferenza inflitta agli animali.

Versione originale:

Fonte: www.mercyforanimals.org
Link: http://www.mercyforanimals.org/fur_farms.asp

Versione italiana:

Fonte: www.agireora.org/info/
Link: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=189
23.03.07

Thursday, February 08, 2007

ZOOFILIA



E' la vergognosa lacuna della nostra regola morale. Una delle tante prove che in mancanza di una espressa legge o di una squalifica da parte della società, l'uomo è capace di commettere a cuor leggero le peggiori bassezze. Un test sicuro per misurare la civiltà di un popolo. [...]

Il camion dove i maiali erano stipati si fermò all'ingresso del macello. Fu sistemata una larga passerella perché le bestie scendessero. Giù! Giù! Ma i maiali dovevano aver sentito l'odore del sangue, o che so io. Non si volevano muovere e cominciarono a mandare degli ululati, delle grida strane e abbominevoli. Allora due omacci, impugnando certi pesanti spunzoni metallici salirono sul camion e presero a percuotere con furore i suini, per costringerli a sloggiare. Avevano l'accortezza di pestarli sul muso, per non rovinare le carni pregiate. Le urla dei maiali divennero spaventose. Ma ad uno ad uno rotolarono in basso. Il muso era ridotto per lo più a un informe grumo sanguinolento. A uno pendeva giù un occhio, rimasto attaccato per un esile filamento e a ogni passo ballava di qua e di là. A un altro era stata frantumata la mascella. La bocca si era così atrocemente spalancata e fra i rigagnoli di sangue i denti biancheggiavano.
"Va' sto lazzarone qua", esclamò uno dei due boia, "va' sto qua che ha voglia di ridere!". E i due uomini sghignazzarono di gusto. Gli uomini! Notoriamente fatti a somiglianza di Dio.

Dino Buzzati

"Voci d'autore", a cura di Renzo Martinelli, Torino, Utet, 2006

Fonte: www.ilprimoamore.com
Link: http://www.ilprimoamore.com/testo_355.html
5.01.07

Sunday, February 04, 2007

MALATTIE E STILI DI VITA

Molti tra coloro che usano trasgredire le regole dell’alimentazione affermano che mangiare carne, bere alcolici, essere grassi o fumare non necessariamente porti a delle malattie o a morte precoce perchè nonostante i vizi e gli abusi la vita media dell’uomo moderno è aumentata e molte persone, nonostante una vita dissoluta, riescono a vivere fino a 90 anni e oltre e quando sono colpiti da qualche malattia l’attribuiscono a fattori genetici e non al loro stile di vita.

Insomma questi pur di non rinunciare ai piaceri smodati della tavola e ai vizi si sono convinti che le malattie non hanno nulla a che vedere con ciò che si mangia o si beve, alla mancanza di esercizio fisico o ai vizi in genere e se una malattia deve arrivare, secondo loro, non c’è nulla da fare: al limite ci saranno i medici a porre rimedio ma che la soddisfazione di godere di ciò che offre la vita ricompensa l’eventuale malattia.

Ora, il mio parere è questo. E’ vero che molte persone nonostante si disinteressino di salute e abusino nel mangiare arrivino a vivere fino tarda età ma è anche vero che se fossero state vegetariane sarebbero vissute sicuramente più a lungo. Infatti da uno studio condotto ultimamente risulta che i vegetariani vivono in media 5 anni in più rispetto a coloro che non lo sono, di conseguenza i vegani hanno un’aspettativa di vita almeno di 10 anni più lunga. Comunque è l’eccezione non la norma, mentre la stragrande maggioranza delle persone che non vivono secondo leggi naturali sono statisticamente più soggette alle malattie e ad un accorciamento della vita in proporzione a quanto il loro stile di vita si discosta dalle leggi biologiche. La vita media è aumentata non perché oggi la gente può mangiare di tutto ma perché la media che un tempo si faceva comprendeva l’altissima percentuale di morti infantili, la morte prematura per le guerre, la troppa fatica nei lavori specialmente agricoli, la mancanza di igiene (tutti fattori che abbassavano le difese immunitarie) e la possibilità di morire per banali malattie. Ma se vogliamo non è aumentata la buona salute delle persone: si è allungato solo l’ultimo periodo in cui l’uomo trascina con scarsa forza vitale gli ultimi anni della sua esistenza, invece le persone anziane di un tempo erano attive e lavoravano sodo fino alla fine della loro vita.

Gli antichi Veda dicevano che prima che l’uomo consumasse carne le malattie conosciute erano solo tre, dopo di che se ne svilupparono 78. Oggi la società moderna è flagellata da migliaia di diverse malattie: solo negli ultimi 30 anni sono comparse 30 nuove malattie. Perché solo la specie umana è flagellata da malattie mentre il mondo animale, nel suo ambiente naturale difficilmente si ammala? Perché la morte di un essere umano è quasi sempre un calvario mentre la morte di un animale è sempre un passaggio sereno: l’animale sente che sta per arrivare la sua ora, si apparta e serenamente si spegne. Raduniamo idealmente in un prato una mandria di buoi, di pecore, di zebre ecc: nessun animale è sofferente, si lamenta o è incapace assolvere a tutte le sue necessità fisiche. Ora raduniamo sullo stesso prato una folla di esseri umani e ci accorgeremo di quanto la specie umana sia più malaticcia, più sofferente, più malconcia, più bisognosa di cure. Perché questo? Semplicemente perché gli esseri umani non vivono secondo leggi naturali, soprattutto perché mangiano alimenti incompatibili con le loro esigenze biologiche.

La nostra condizione fisica è sempre (o quasi) lo specchio del nostro modo di vivere, a parte fattori genetici spesso modificabili con un corretto modo di vivere. La vita impone dei codici di esistenza che se non vengono rispettati si pagano le conseguenze. Ogni “macchina” presente nell’universo, è progettata per essere alimentata con un determinato “carburante” e per compiere determinate azioni: ogni azione contraria alle sue funzioni la danneggia secondo una inesorabile legge fisica. Se ad un automobile progettata per funzionare a benzina si mette nel serbatoio anche gasolio è normale che non funzioni e che presto sia destinata alla rottamazione. Le ruote di gomma di un’automobile non possono camminare sui chiodi, se lo fa ne subisce le conseguenze. Mangiare prodotti animali, bere alcolici o fumare, prendere droghe o non fare esercizio fisico è contro le leggi biologiche della nostra natura, se lo facciamo ne paghiamo inevitabilmente le conseguenze.. Mangiare troppo è contro natura: in natura non esistono animali troppo grassi né troppo magri: se ciò si verifica vuol dire che è in atto qualche malattia. Il rischio di morte delle persone obese a 60 anni aumenta di 5 volte: sono 3 volte più a rischio di cardiopatie; 4 volte più a rischio di ipertensione; 5 volte in più di diabete e cancro. E’ stato stimato che per ogni 5 kg di peso in più rispetto alla norma una persona obesa perde un anno di vita. Inoltre a causa dei troppi grassi saturi anche il cuore ed il cervello ne sono danneggiati.

Ognuno è libero di vivere come vuole, di mangiare quello che vuole? E’ vero in parte: la spesa sanitaria di chi si ammala, perché vive smodatamente, ricade sulle finanze anche di coloro che cercano di vivere secondo le leggi naturali. Non solo, quando in nome della nostra libertà altri esseri pagano le conseguenze delle nostre scelte questo è moralmente deprecabile.

Franco Libero Manco
Fonte: www.veganitalia.com
1.02.07

Saturday, February 03, 2007

CONTRO I PREGIUDIZI VEGETARIANI,CONTRO L'EGOISMO












Animali e ambiente Sono molti i luoghi comuni, i pregiudizi e i dubbi che si è costretti a sopportare, nei confronti del vegetarianismo militante. L’ingenuità e la falsità di tali argomentazioni rendono semplice il compito delle controparti. Sfatiamo qualche luogo comune.

1.Il consumo di carne come qualcosa di necessario per la salute:

Esiste la falsa credenza secondo cui il consumo di carne deve considerarsi necessario non solo per godere di buona salute, ma anche per non incappare in problemi di denutrizione. Si arriva perfino a collegare malattie come l’anoressia e l’anemia al vegetarianismo, un legame completamente sbagliato. Tutti gli elementi nutritivi, atti a condurre un dieta equilibrata e sana, sono contenuti in alimenti di origine vegetale. Il mito dell’assenza di proteine e di vitamine (tra le quali la B12) è stato abbondantemente smentito.

Di fatto, sempre più medici e nutrizionisti raccomandano la dieta vegetariana. L’OMS (Organizzazione Mondiale per la Salute) raccomanda la dieta vegetariana come la più salutare. Le statistiche dimostrano che le persone vegetariane vivono più a lungo, risultano meno dispendiose per la sanità pubblica e sono colpite da un minor numero di malattie oncologiche e cardiovascolari. Allo stesso tempo, vi sono sempre maggiori prove dirette del legame tra patologie che interessano lo stomaco, patologie cancerogene, cardiovascolari ecc. … e il consumo di carne.

Si crede anche che il vegetarianismo limiti molto la dieta di una persona, quando invece, gli alimenti di origine animale girano intorno ai 2.000 derivati e quelli di origine vegetale intorno ai 10.000. É assurdo pensare che noi vegetariani mangiamo sempre le stesse cose. Si possono preparare dei piatti deliziosi combinando legumi, cereali, ortaggi, frutta, frutta secca, ecc. … Di solito chi fa queste affermazioni segue una dieta che eccede nell’uso di carne e non riesce nemmeno ad immaginare quanto possano essere gustosi i piatti vegetariani, proprio perché non li ha mai assaggiati, non è mai andato più in là della carne.

Affermare che il vegetarianismo è sinonimo di malnutrizione o di denutrizione è un pregiudizio come molti altri prodotti dall’ignoranza e dal rifiuto della diversità, di chi sceglie un modo diverso di consumare. È un modo per isolare le minoranze, quelli che non agiscono come te, considerando a priori il consumo di carne come qualcosa di eticamente corretto. È anche un modo per auto-giustificarsi: “quello che faccio è buono”. Ma i dati e la realtà sono sempre lì e, come per molti altri aspetti della vita, solo nel mondo dei ciechi non si vuole vedere.

2. È che siamo onnivori…mangiamo carne per natura:

con questa grossa verità si vuole giustificare il fatto di contribuire, attraverso il consumo di carne, alla più selvaggia delle torture e delle morti patite dagli animali. Di certo siamo onnivori, ma che significa essere onnivori? Significa che il tuo corpo accetta ogni tipo di alimento, che non li rifiuta, ma questo non vuol dire che si è obbligati a mangiarli e che sia una cosa negativa rifiutare un determinato tipo di alimento. Insomma, non vuol dire che abbiamo bisogno di mangiare carne, ma semplicemente che in una concreta condizione evolutiva, il tuo corpo una volta ingerita non la rifiuta.

Dobbiamo però tener conto del fatto che l’essere umano, a differenza del resto degli animali, possiede un elevato grado di capacità intellettive e può scegliere cosa mangiare. Nell’attuale grado di sviluppo, dove in molti luoghi la depredazione e forme simili sono scomparse, scegliere di non mangiare carne è perfettamente compatibile col fatto di essere onnivoro.

Spesso si dice che gli animali si mangiano l’un l’altro e che noi esseri umani, come parti indissolubili di questa catena, siamo obbligati a mangiare carne in modo naturale al fine di non provocare uno “squilibrio”.

Prima di questo bisogna dire che non tutti gli animali si mangiano l’un l’altro, esiste una moltitudine di specie erbivore. Inoltre, gli animali che si mangiano tra loro non possiedono la capacità che abbiamo noi di scegliere cosa mangiare, essendo guidati più dall’istinto che dalla razionalità, cosa che noi possiamo (dobbiamo) invertire. In nessun modo si può affermare che il vegetarianismo di massa (cosa alquanto improbabile che si produca) possa provocare uno squilibrio naturale causando un “disastro ecologico”, anche perché la natura stessa possiede i suoi meccanismi di autoregolazione.

Bisogna considerare il fatto che, anche se siamo onnivori, il nostro corpo rassomiglia molto di più a quello degli erbivori che a quello dei carnivori. Scegliere di non mangiare carne non urta nessun principio naturale. Ma tutto dipende da cosa intendiamo per “naturale”. Le persone che difendono il consumo di carne perché è “naturale” si contraddicono. Naturale potrebbe essere, in ogni caso, se privi della nostra capacità di scegliere ciò che mangiamo e/o, potendo mangiare dei vegetali, ricorressimo alla caccia per non morire di fame e divorassimo un animale. Ma c’è forse qualcuno che mangia carne in un contesto come questo, nella Spagna dei giorni nostri?

Vediamo. Gli animali vengono prelevati dal loro habitat naturale e condotti in una fattoria, qui vengono fatti ingrassare in modo artificiale attraverso prodotti chimici e ormoni, vengono ammassati uno sull’altro e torturati. Attraverso potenti fonti luminose, a cui vengono sottoposti nel corso delle 24 ore, si provoca in loro uno stato in cui non riescono più a distinguere il giorno dalla notte, condizione che li porta ad ingrassare di più. Dopo di che vengono uccisi secondo un procedimento a catena* brutale e sanguinoso, facendo uso di macchine che provocano in loro una sofferenza atroce. È forse questo il processo naturale di cui parlano quelli che difendono il consumo di carne?

Con ciò non vogliamo dire che se gli animali stessero in migliori condizioni di vita-morte difenderemmo il consumo della carne. Siamo contro qualsiasi spargimento di sangue animale non necessario al consumo umano, poiché per mangiare un animale devi ucciderlo (con più o meno sofferenza) e se questo può essere evitato, di certo è molto meglio farlo. Ma nella società capitalista l’ambizione affaristica al guadagno, ammassa e tortura gli animali in queste condizioni, portandoli verso una morte selvaggia con metodi non proprio naturali.

È chiaro, che ci sono molti modi di intendere ciò che è “naturale”. Per la chiesa è innaturale usare un profilattico o essere omosessuale, perché essa crede che l’indole naturale di ogni essere umano sia la procreazione; allo stesso modo per gli esseri viventi è naturale mangiare carne, anche se per farlo si impiegano i metodi più innaturali possibili, anche se sulla loro stessa vita gravano principi innaturali, ecc…. Curiosamente, il fatto di mangiare carne viene difeso sulla base del principio di ciò che è “naturale” e sono “contro natura” quanti credono che la tortura e il dominio dell’animale siano evitabili in qualunque forma, come qualcosa di ingiusto e innaturale; dall’altra parte, è più che ragionevole che gli esseri sensibili non patiscano dolore. Difendere il consumo di carne come qualcosa di naturale significa difendere la tortura e la morte non necessaria come qualcosa di “naturale”.

3. Le piante sono esseri viventi, anche loro soffrono:

È certo che le piante sono esseri viventi. Ed è certo che noi vegetariani le mangiamo. Per di più, se qualcuno che mangia solo carne dicesse che “lui rispetta le piante” direbbe una grossa fesseria, poiché gli animali mangiano per lo più piante e lui non fa che mangiare l’animale che si è mangiato queste piante, nutrendo così con esse il suo corpo. In fin dei conti tutti mangiamo piante però…Soffrono? Finora, nessuna indagine è riuscita a dimostrare che sia così, esse possono apprezzare moltissime più cose di quanto crediamo ma la sofferenza e il dolore, allo stesso modo in cui lo patiamo noi animali (umani e non), non le riguarda. Le piante non possiedono né un sistema nervoso né cellule sensitive del dolore, perciò è abbastanza improbabile che soffrano. E se provano qualcosa questo non può essere comparato né qualitativamente né quantitativamente con la sofferenza degli animali.

Detto questo conviene ricordare che dobbiamo mangiare per sopravvivere, possiamo anche cibarci di pietre, ma potrebbe essere pregiudicante per la nostra salute (soprattutto per i denti). Scherzi a parte, in sostanza dobbiamo mangiare per sopravvivere, però possiamo farlo nel modo più etico e coerente possibile coi nostri principi. In questo contesto si inserisce il rifiuto del consumo di prodotti di origine animale dato che essi soffrono come gli esseri umani. Le piante possiedono caratteristiche sostanzialmente differenti ed è quanto meno avventato paragonare, sotto tutti i punti di vista, una mela che viene colta dall’albero con l’uccisione di un maiale.

4. È che il vegetarianismo è elitario e borghese

Forse esiste un certo vegetarianismo elitario, ma il vegetarianismo di per sé non è né elitario, né borghese, né proletario. È l’atteggiamento della gente che è così. Come una persona carnivora può comprare tutti i giorni frutti di mare e crostacei, un vegetariano può mangiare quotidianamente tofu e seitan. In entrambe i casi, per alimentarsi in questo modo si deve avere un elevata disponibilità economica, sebbene tali alimenti siano un lusso non necessario tanto per i vegetariani quanto per i carnivori. Però, siamo realisti, generalmente non mangiamo tutti i giorni questo tipo di alimenti (alcuni non lo fanno mai).

Al confronto, è molto più economica la verdura che la carne o il pesce. I vegetariani non sono ossessionati dalle erboristerie, non passano il tempo alla ricerca di prodotti costosi (allo stesso modo, gli altri non passano le giornate nelle pescherie). Di solito, le fiere e i mercati sono la miglior fonte di alimentazione per i vegetariani, qui il costo degli alimenti è molto più basso e la qualità è di gran lunga migliore di quella della carne. Noi stessi abbiamo notato dal nostro portafoglio che essere vegetariani è più conveniente e quindi, meno elitario.

Di conseguenza, affermare che il vegetarianismo sia elitario e borghese – come se solo quelli che appartengono alle alte sfere della società potessero permettersi di esserlo – si rivela una scusa vana, atta a giustificare il consumo di carne per fingere di fronte agli altri, o di fronte a se stessi, di essere un “rivoluzionario”. Il tutto perchè non si vuole vedere che il filetto di carne, perché arrivi sul tuo piatto, deve passare per un processo molto crudele fatto di autorità, dominio e sofferenza. Ma l’egoismo ci rende ciechi, e qualsiasi scusa è buona per continuare a perpetrare quest’ingiustizia. Puoi scegliere di non mangiarlo, ma questo implica un piccolo sforzo giornaliero che forse non si è disposti a fare. Al contrario, il non sforzarsi per combattere le ingiustizie, questo si che è un comportamento borghese. O erano forse borghesi i contadini anarchici dell’inizio del secolo che si avvicinarono al vegetarianismo? Sono borghesi le teorie naturiste che vedono nel vegetarianismo una critica selvaggia al consumismo, come pure un modo di vivere semplice e naturale?...

Conclusioni

Esistono molti altri luoghi comuni e pregiudizi sul vegetarianismo, ho solo cercato di indicarne alcuni, forse i più significativi. Di solito si dice che la carne è un alimento “molto ricco” senza fermarsi a pensare che la golosità o il sapore piacevole non compensa, ma perde d’importanza, quando si viene a sapere del dolore che ha dovuto sopportare quest’essere sensibile per diventare poi un alimento “così ricco”. Esistono piatti vegetariani (privi di ogni crudeltà) che sono altrettanto ricchi. Molte cose possono avere un sapore gradevole, il cane di casa tua ben cucinato può risultare “ricco”, anche il tuo fratellino ben condito potrebbe essere altrettanto gustoso, ma di sicuro non te li mangeresti. Sebbene il paragone possa sembrare un po’ duro, dovete solo recarvi in una fattoria di allevamento per rendervi conto del fatto che lì gli animali soffrono almeno quanto soffriremmo noi nelle medesime condizioni, o a dir poco in un modo molto vicino al nostro.

Si è soliti dire che “è una cosa che viene fatta da sempre, dall’inizio dei tempi”; un’argomentazione usata spesso da gente che appartiene all’ambiente “rivoluzionario”. Anche questa è una bugia, perché le maggiori ingiustizie sociali e lavorative sono quelle perpetrate per una vita intera, che hanno provocato un enorme spargimento di sangue, mentre cambiarle non costerebbe tanto. Che qualcosa sia stato fatto tutta la vita non è sinonimo di giustizia. Per fare un esempio, la società è patriarcale praticamente da sempre e questo non vuol dire che va bene così, ma tutto il contrario.

Il dominio e la tortura animale va molto più in là della corrida dei tori (che di sicuro è un atto di terrorismo), sono nelle pelliccerie, nei negozi di animali da compagnia, nei circhi, negli zoo …; e naturalmente nel consumo vero e proprio di carne animale. È curioso protestare contro le torture sofferte dagli animali e non farsi nessun problema a mangiarli. Allo stesso modo è curioso vedere gli ecologisti di Greenpeace salvare le balene dopo essersi mangiati un salmone o protestare contro la corrida dei tori mentre si è capaci di divorare una coda di toro senza batter ciglio. Ogni forma di dominio sugli animali, dal consumo di carne alla corrida dei tori, sono i rami di uno stesso tronco specista che vede gli animali come meri oggetti al servizio dell’essere umano, così come la società patriarcale vede le donne come semplici oggetti al servizio dell’uomo.



Quando si raccontano spiritosaggini speciste sulle persone vegetariane, bisogna pensare che c’è gente che vede gli animali come qualcosa di più di un semplice oggetto al nostro servizio da torturare e uccidere in allegria, e che possono quindi non gradire tale spirito. Così come dobbiamo eliminare le spiritosaggini razziste e maciste (il che implica anche il non consentire che vengano dette), bisogna anche cercare di smetterla con quelle speciste. Così come per te un’ arrosto è un banchetto fenomenale, ci può essere gente al tuo fianco che vede solo dei cadaveri che sono stati assassinati per un consumo non necessario.

Evidentemente, la lotta per la liberazione animale non è una lotta isolata. Si trova all’interno di un’infinità di lotte che molti pensano debbano essere moderate. Sta all’interno delle lotte antiautoritarie e anticapitaliste. E pertanto, così come non intendiamo riformare il capitalismo, correggere lo stato o camuffare il patriarcato, tanto meno desideriamo che gli animali soffrano meno; vogliamo bensì che non soffrano né muoiano a causa di un consumo egoistico e non necessario; e questo non in maniera isolata, ma per contribuire alla realizzazione di un cambiamento radicale nella trasformazione sociale, ed avere così una società senza oppressori, né oppressi per questioni di etnia, sesso e anche per questioni che riguardano la specie.


Versione originale:

Fonte: www.lahaine.org/
Link:http://www.lahaine.org/articulo.php?p=8424&more=1&c=1
4.07.05

Versione italiana:

Fonte:www.comedonchisciotte.org
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=1421

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MONIA

Procedimento a catena *

I maiali vengono fatti salire per una stretta rampa dove lo "storditore" dà loro una scossa elettrica che dovrebbe ridurli all'incoscienza, come richiesto dalla Humane Slaughter Act (Hsa), approvato nel 1958 ( va notato che i polli, di gran lunga gli animali d'allevamento macellati in maggior quantità, sono esplicitamente esclusi dalle prescrizioni dello Hsa.
Dopo essere stati ridotti all'incoscienza, i maiali vengono incatenati e appesi per le zampe posteriori, in modo che penzolino a testa in giù, su un nastro trasportatore che li conduce verso il "macello", il cui compito è quello di tagliar loro la gola.
Dopo esser morti per dissanguamento, i maiali vengono immersi in un serbatoio di acqua bollente ed eviscerati, senza aver mai più ripreso conoscenza. Questo è si suppone che succeda. In pratica, come dimostrato da gail Eisnitz nella sua indagine clandestina sull'industria americana della macellazione spesso le cose non vanno così...
E' frequente che i maiali finiscano nella vasca di bollitura ancora pienamente coscienti. Come affermato da un operaio: "Questa è la regola"

Tratto da: Tom Regan "Gabbie Vuote" Ed. Sonda 2005

Monday, January 29, 2007

L'ANNO DEL CANE




















Un resoconto puntuale di quanto è accaduto nel Regno Unito durante il 2006. Eventi istruttivi che segnalano quanto la battaglia animalista sia difficile persino nel luogo in cui è più radicata. Nello stesso tempo, un monito affinché si ricerchino strade nuove, forse più difficili, ma, probabilmente, più promettenti


Se dovessi cominciare con il periodo che mi ha più impressionato nell’anno del cane inglese, il 2006, comincerei con l’immagine dell’emerito professore Robert Winston che accusa gli inglesi di essere vigliacchi.

Il professore - che assomiglia stranamente a Sandro Ruotolo, il giornalista di “Anno Zero” di Santoro - spiega che si è commosso vedendo un sedicenne sostenere la lotta in difesa della vivisezione e che è uno scandalo che gli inglesi, anzi i britannici, non siano insorti contro gli animalisti. E ci informa che anche lui utilizza animali per la ricerca e che questi animaletti (che allegramente viviseziona) sono molto amati dalle sue assistenti e che nel laboratorio vivono due conigli, Marigold e Wilhelmina, coccolati ogni giorno dai molti collaboratori. In nuce: l’emerito professore esalta l’eroico ragazzino che ha sollevato da sotto i talloni del terrorismo animalista il vessillo dei macelli e dei massacri.

Sotto la pressione incessante dei media la pubblica opinione si muove verso una più ampia accettazione della sperimentazione animale. Laurie Pycroft, il sedicenne inglese che ha dato il via al movimento in difesa della pratica della vivisezione, diventa per molti una figura eroica degna di rispetto e di ammirazione.






Il giovane scatena il furioso appoggio degli studenti di Oxford che detestano l’animalismo che difende i senzienti torturati. Nel frattempo ci giungono notizie confortanti: gli esperimenti sugli animali hanno raggiunto i 2,9 milioni di unità, il livello più alto negli ultimi 13 anni. Sono i topi che soffrono di più: sono massacrati al 68%, i ratti al 15%, i pesci all’8%, i rettili all’1%, gli uccelli al 4%, e gli atri mammiferi al 3%. I cani e i gatti sono all’1%.

Mentre Robert Shaw, un inglese di 71 anni, si impicca perché hanno tagliato i suoi amati alberi, un gruppo dei vetusti pioppi, Singer interviene in un dibattito televisivo della BBC 2 e annuncia che sperimentare su alcuni animali può essere, in alcuni casi, giusto. Quando il neurochirurgo islamico Tipu Aziz spiega a Singer che attraverso le sperimentazioni su un macaco è stato possibile far migliorare le condizioni di Sean Gardner un ragazzo di 13 anni affetto da distonia, Singer risponde che una certa sperimentazione può anche essere accettata. E si aprono le porte dell’inferno: la stampa di destra esulta: il reprobo si è pentito.

L’eterno Daily Mail raggiunge punte orgasmiche di piacere: il padre dell’animalismo sta dando il suo appoggio alla sperimentazione animale. Un cupo boato si leva dagli ambienti che sostengono la vivisezione. Aziz è trionfante. Mentre il mondo animalista resta boccheggiante davanti alla presa di posizione del professore tutto il mondo monoteista esulta. Ropert Wilson imperversa. Singer che prima ha esaltato il progetto delle “Great Apes” dice ora che, in certi casi, si può sperimentare sui macachi. Rimane un punto fondamentale: Singer non possiede la verità assoluta: quella, quasi sicuramente, non la conosce neanche Dio.

Come si è dispiegato l’anno del cane?

GENNAIO

A gennaio arrivano notizie confortanti: i mari si innalzeranno di sette metri. I giornali annunciano il collasso di interi ecosistemi.

FEBBRAIO

A febbraio gli evangelisti bushiani si accorgono improvvisamente che il pianeta sta andando a fottersi. Cizik e un gruppo di pastori cominciano a parlare della distruzione del creato come di un grande peccato. Cheney è vicino all’infarto. Cizik comanda trenta milioni di possibili voti e afferma che la povertà umana è conseguenza della degradazione ambientale e che la terra è del Signore e va salvata. Il cuore di Cheney pulsa violentemente.

MARZO

A Marzo sei uomini che esperimentano medicinali su loro stessi rischiano di tirarci le cuoia: le droghe erano già state provate sugli animali.

Il 16 dello stesso mese dai lidi patri ci giunge la notizia che i vegetariani italiani sono raddoppiati in tre anni. Repubblica ci informa che sono sei milioni. Le anime belle negano: saremo si e no una cinquantina, dicono. Ma Repubblica imperversa: 3 milioni seguono la dieta in maniera rigorosa. Il 70 per cento sono donne: ah… les femmes! Ci sono 300 ristoranti vegetariani nella terra di Dante e i vegani sono 600.000. Il fenomeno è in espansione anche in Inghilterra. Ma la potenza dei media è immensa.

APRILE

Ad Aprile gli attivisti animalisti si scatenano e informano i media che pubblicheranno i nomi di coloro che posseggono interessi nella Glaxo Smith Kline creando intorno a loro un clima di inferno. Ci sono 170.000 piccoli investitori nella Glaxo Smith Kline e riceveranno tutti una lettera che li metterà in guardia nel persistere a mantenere shares nella società . Gli animalisti si scatenano contro Huntigdon Life Science e anche in quel caso informano gli share holders che riceveranno una lettera nei prossimi giorni. La campagna è mirata e precisa; è roba altamente organizzata. La polizia informa gli investitori di trasmettere le lettere minatorie che ricevono alla National Domestic Extremism Team. Il 14 aprile il Guardian ci informa che quattro attivisti animalisti rischiano fino a 12 anni di galera per aver trafugato le ossa di Gladys Hammond.

La storia è questa: nel 1999 John e Christopher Hall allevano a Newchurch, nello Staffordshire, nella Darley Oaks Farm, porcellini d’india per la sperimentazione. A settembre gli attivisti animalisti si fanno vivi e sottraggono dai bisturi 600 animaletti. Nel 2003 gli attacchi verso coloro che utilizzano i piccoli animali per la sperimentazione diventano spietati: un uomo coinvolto nel triste mercimonio viene accusato di pedofilia.I media sussultano. Riappare sui giornali l’immagine di Brian Cass direttore di HLS, Huntigdon Life Science grondante sangue: tre attivisti con il volto coperto e con mazze da baseball lo avevano attaccato nel 2001.

La logica dello specismo funziona così: è più grave bastonare un reprobo che tagliuzzare e tormentare milioni di esseri senzienti. Il Daily Mail comincia a dar di fuori: abbandonati, per alcuni giorni, i poveri Asylum seekers, l’insana ossessione per i coniugi Beckham, la moglie di Blair, Big Brother e la perdente avventura in Iraq il quotidiano comincia a fantasticare sul terrorismo animalista. L’FBI non molto tempo fa ha indicato SHAC come uno dei maggiori pericoli terroristici dell’America. Siamo a livello di Bin Laden. A Ottobre del 2004 i resti di Gladys Hammond la suocera di uno degli Hall, svaniscono dal cimitero di Yoxall nello Staffordshire. Tanto accanimento per le ossa di una suocera è a dir poco strabiliante. Io per la mia non avrei mosso un dito. Gli animalisti informano i proprietari della Darley Oaks Farm che sono stati loro a trafugarli. Nello stesso anno la giustizia inglese impone ai manifestanti di mantenere una distanza di 100 metri dalla fattoria. Ad agosto del 2005 John e Christopher Hall annunciano che non alleveranno più porcellini d’india.

A settembre quattro attivisti vengono denunciati per cospirazione e ricatto. John Smith, Kerry Withburn, Josephine Mayo, e Jon Ablewhite, il figlio di un pastore protestante, rischiano fino a dodici anni di gattabuia. La signora Sabine Hilschenz, madre tedesca che uccise otto figli e seppellì i suoi neonati in vasi di fiori è imprigionata per quindici. Le ossa di una vecchia signora valgono sul piatto della giustizia specista quanto migliaia di animaletti. Leggiamo, assorbiamo e portiamo a casa.

MAGGIO

L’11 maggio avviene quello che si temeva: i quattro animalisti Kerry Withburn e Jon Ablewhite, entrambi trentaseienni e John Smith trentanovenne vengono arrestati e condannati a dodici anni di carcere; Josephine Mayo un’infermiera psichiatrica per quattro. I quattro affermano di essersi battuti per evitare un “olocausto” animale. Al termine “olocausto” i media sussultano. E quando leggono che gli animalisti paragonano – secondo me giustamente – gli allevamenti ai lager nazisti, la gutter press, la stampa fogna, si imbufalisce ancora di più.

Il nome dei fronti di liberazione animale li infastidisce non poco: le lettere minatorie sono state firmate dall’Animal Liberation Front e dall’Animal Rights Militia. L’imparruccato giudice elargisce un messaggio cristallino agli animalisti: se si gioca con le ossa della propria suocera si finisce in gattabuia per dodici anni. La mia, ringraziando il cielo, è stata incenerita. Insomma si finisce peggio di una kapò di Auschwitz o di un pedofilo violentatore. Ne prendiamo nota: la giustizia è giustizia. Il cretinismo mediatico dilaga: nelle menti devastate da Coronation Street, Eastender e dal Grande Fratello - seguito da 8,1 milioni di persone - fa capolino l’immagine barbuta di Bin Laden. Al Qaeda = Animal Rights Militia: non si scherza debordiamo nella follia! Dove andremo a finire se non si possono più ridurre in pezzetti neanche i porcellini d’india? Si chiede la “gutter press” schifata. Il 15 maggio Tony Blair salta sul carro dei media scatenati e firma “The People Act” che difende la sperimentazione sugli animali.

Dopo le sentenze di condanna esorbitanti esulta l’aggregato “vivisezionatore”. Il giovane Laurie Pycroft ha le lacrime agli occhi. Al professore emerito, Robert Winston, tremano per l’emozione i baffi staliniano - nicciani. Tipu Aziz ringrazia Allah che nella sua infinita misericordia permise a otto animali di accedere al paradiso frequentato dalle uri.

Entrarono, infatti, nel regno dei cieli islamico la formica di Salomone, la balena di Giona, il caprone di Ismaele, il vitello di Abramo, l’asino della regina di Saba, quello di Maometto, il bue di Mosè, il cammello di Salech e il cucù di Belkis. E perché non l’asina di Balaam, che vide l’angelo, o l’asinello che cavalcò Gesù per entrare a Gerusalemme?” chiesi una volta a un Mullah. E mi giunse una risposta stizzita: “Perché così ha deciso Allah!”. Ricordo che replicai: “Allora ha deciso male!”.

Le cose cambiano radicalmente: nel 1999 i britannici che osteggiavano la sperimentazione sugli animali erano il 64%; a maggio 2006 il Daily Telegraph produce un nuovo sondaggio: il 70% dei britannici è favorevole alla sperimentazione sugli animali. Una altro sondaggio effettuato da Newsnight programma della BBC 2 li da al 57%. Più tardi, lo stesso Telegraph, quotidiano apertamente di destra, ci elargisce qualcosa di veramente vergognoso informandoci che il 77% dei britannici sostiene che gli animalisti di ALF vanno equiparati ai terroristi di Al Qaeda. I fatti sconvolgenti di 9/11 giocano profondamente nella psiche popolare e indirizzano penosamente i sondaggi: Vox Populi Vox Dei, dice Vico? Ma che ci faccia il piacere!

Con la pubblica opinione che gira le spalle agli animalisti è facile promulgare una legislazione repressiva come “The Serious Organized Crime Act”che permette alla polizia di trattare gli animalisti alla stregua dei terroristi. Conclusione: la sperimentazione animale cresce del 4% e quella sui primati dell’11%.

Sempre a maggio i giapponesi - perversamente - ripartono con l’idea del libero massacro delle balene. I media britannici che se ne fottono dei porcellini d’india reagiscono. La compassione ha un peso: se sei un bestione di parecchie tonnellate te la cavi meglio di un essere minuto di pochi grammi. Dei 66 membri dell’International Whailing Commission 35 cominciano a vacillare e a sostenere la ripresa dell’orrenda attività. Si vuole tornare ai massacri liberi degli anni '70 quando potevi sterminare tutti i cetacei che volevi. Gli inglesi reagiscono. Stavolta Usa, Nuova Zelanda, Australia sono alla testa di un gruppo di paesi che tentano di contrastare l’orrore sostenuto da giapponesi, norvegesi, e islandesi. Norvegesi e islandesi? Alla faccia della progredita civiltà nordica!

E la compassione buddista?

I giapponesi sborsano somme immense per perpetrare la carneficina dei mari. Per ottenere l’appoggio dell’isola del pacifico Tuvalu offrono fino a un milione di dollari. Io do un milione di dollari a te e tu voti per farmi massacrare le balene: sic et sempliciter. La compassione e il senso di giustizia sono cose profondamente soggettive: il giudice Falcone stava dirigendosi verso una tonnara prima di essere ucciso. C’è gente che porta i propri piccoli a vedere il sanguinoso massacro dei tonni perché lo giudica pittoresco. In Apocalypto - il film di Mel Gibson - che sadico sarà ma con gli umani, come dice Di Pietro, ci azzecca – si vede il figlio grassoccio di un re maya spassarsela alla grande mentre avvengono sacrifici umani in cima alla piramide sacrificale. Il piccolo si è abituato, alla tenera età di circa sei anni, a vedere i sacerdoti strappare il cuore ai prigionieri per poi decapitarli e gioca beato tra teste che ruzzolano lungo la scalinata della piramide.

GIUGNO

Greg Avery, dopo una furiosa campagna di sette anni contro Huntingdon Sciences e dopo essere stato arrestato per due volte, cambia tattica: porta la lotta nel cuore della City e condanna la violenza animalista.

Studia le informazioni che società come Reuters e Bloomberg gli passano, riceve elenchi degli investitori facendosi passare per un potenziale acquirente delle shares di Huntingdon Sciences, e dopo aver ottenuto le liste si muove verso gli investitori individuali che quando vedono i picchetti davanti alle loro case vendono con grande celerità le loro shares. Il partito laburista coinvolto con HLS, davanti alla denuncia di SHAC, produce una ritirata degna del migliore Fantozzi. Essere un investitore con Huntingdon Sciences comporta una perdita di voti notevoli. SHAC agisce nella legalità spiega Avery ai media. Gente dura quella di SHAC, alla domanda di un giornalista: “lasceresti il tuo cane morire per salvare tua madre?” un attivista risponde lapidario: “My mother would have to die” Mia madre dovrebbe morire. E di quello che ha detto Singer sul macaco Greg Avery e i suoi amici se ne fottono altamente. Singer ormai è storia passata.

Il 30 giugno dai patri lidi giunge un ammirabile articolo di Umberto Galimberti sull’usura della terra. Il filosofo scrive che la legge che mantiene la terra è la legge che nella misuratezza lascia perire e nascere le cose. Scrive che “la betulla non oltrepassa mai la sua possibilità e che il popolo delle api abita dentro l’ambito delle sue possibilità” e che “solo la volontà che si organizza con la tecnica fa violenza alla terra e la trascina all’esaurimento”. Parole sante.

LUGLIO

La corte di giustizia Olandese permette ai pedofili di contestare le elezioni. Nasce in Olanda il partito dei pedofili, il PNVD, Carità, Libertà, Diversità. Il nuovo partito si batte affinché l’età di consenso sessuale scenda dai 16 ai 12 anni e - dulcis in fundo - propugna libertà di sesso anche con gli animali. In poche parole: se vuoi fare sesso col tuo cane, perché no? Che cosa gloriosa è la libertà! Un aitante pensionato di Amsterdam, Ad van den Berg, è il capo della nuova aggregazione politica. Tutti si organizzano in partiti, movimenti, lobby meno gli animalisti che per qualche ottusa ragione scelgono l’eterna frammentazione e l’eterno inane chiacchiericcio. Ma SPEAK comincia a riflettere su un cambiamento di direzione politica che si concretizzerà, clamorosamente, nei prossimi mesi.

Nel mese di Luglio si scopre attraverso un sondaggio della NBC che il 59% degli americani non ritengono che i cambiamenti climatici siano molto importanti. Solo il 38% crede che il problema del cambiamento climatico sia un serio problema e solo il 10% pensa che sia frutto del comportamento della nostra specie. Siamo nelle mani di assassini. Se questo non è terrorismo non so cosa sia. Un’ignoranza nefasta sta distruggendo il pianeta. Gli scienziati che sostengono – per interesse – che il cambiamento climatico non dipende dalla nostra specie dovrebbero finire come Goering ed Hess davanti a una futura Norimberga.

Il 20 luglio il Guardian ci informa che la terra sta facendo fronte a un catastrofica perdita di specie. La popolazione dei Great white sharks, i pescecani bianchi è ridotta del 95%, gli orsi polari rischiano un declino del 30% nei prossimi 45 anni, le gazzelle del Sahara sono diminuite dell’80% e in Africa un quarto della totalità dei pesci di acqua dolce rischia l’estinzione. Stiamo distruggendo l’ecosistema urlano a squarciagola gli scienziati. Bush nicchia, Cheney sorride. Il Guardian lancia una possente e insistente campagna in difesa del pianeta che lo rende un quotidiano speciale: chapeau!

AGOSTO

Il 23 agosto l’Observer ci informa che, nel 2006, gli esperimenti sugli animali sono aumentati di 60.000 unità e sono diventati 2 miliardi e 91 milioni. Si è raggiunto il livello più alto dal 1992.

Il 25 agosto 500 scienziati e dottori firmano una dichiarazione di appoggio alla sperimentazione animale spiegando che è virtualmente impossibile dialogare con gli estremisti animalisti. Scrivono, nella petizione, che quando è possibile simili esperimenti dovrebbero essere evitati, che la sperimentazione animale “permette alla gente di avere una miglior qualità di vita” e mettono in guardia il governo che qualora la violenza animalista dovesse persistere sarà impossibile per la Gran Bretagna continuare ricerche “clinicamente” valide.

Sempre in Agosto una mostra a Londra all’Imperial College War Museum celebra gli animali caduti in guerra. Nel 2004 gli inglesi hanno eretto davanti a Hyde Park un monumento agli animali con un mulo e un cavallo bronzei. La dedica dice: “anche noi serviamo.”: la scoperta dell’acqua calda.

SETTEMBRE

Dai patri lidi giunge la notizia delle doppiette italiche in rivolta verso il governo. La notizia si allaccia a ciò che accadrà a dicembre nel Regno Unito. Ventimila cacciatori marciano a Roma contro il decreto legge del 4 agosto che impone alle Regioni il rispetto della normativa europea in materia venatoria. Mi rimbalzano nel cranio le parole che Rutelli disse vent’anni fa: “C’è una Repubblica nella Repubblica ed è quella dei cacciatori; una lobby più potente delle stesse istituzioni” 730.000 cacciatori = 100 milioni di animali uccisi in cinque mesi: la durata di una stagione. Leggo con avidità un reportage sui numi protettori della caccia italica: una lobby con i fiocchi che, senza i timori e le esitazioni delle anime candide, quando si tratta di difendere il diritto a spappolare animaletti inermi si trovano tutti d’accordo. Di Pietro si traveste da cacciatore Rambo per raccogliere qualche misero voto. Lo statista leghista Vascon va a braccetto con la rivoluzionaria rossa Katia Belillo. Tutti “culo e camicia” - tanto per usare un francesismo - senza i tentennamenti che affliggono la cretineria animalista. Noi animalisti davanti ai cacciatori siamo come i soldati del Papa davanti ai lanzichenecchi.

Leggo del compromesso storico strisciante Di Giacomo Rossini democristiano e il nume costruttore dell’Arcicaccia il comunista Carlo Fermariello. Che dolci i democristiani che dopo aver sterminato centinaia di animaletti si prostrano a pecoroni davanti a Padre Pio benedicente!. Leggo dei massacri di De Martino, e provo per il suo rivale storico, Craxi, una simpatia traviata. Quando si tratta di sterminare passeri le ideologie crollano come il muro di Gerico al suono delle trombe venatorie. Leggo degli splendidi bagordi saragattiani quando dopo allucinanti massacri “la banda del buco tanassiana” trangugiava miriadi di poveri animaletti in banchetti schifosamente succulenti! Spaventosa carneficina la definisce Mureddu nel suo libro “Il Quirinale dei presidenti”. E mi immagino prender parte al luculliano banchetto di Saragat anche i mostruosi ministri della marina “l‘abominevole ministro delle navi”, il famoso Licantropo con gli occhi velati di sangue e le mani pelose e il “nonnetto delle tangenti” l’immenso Nicolazzi.

E ora siamo all’infamia più grande: i cacciatori ci informano che spappolando animaletti si difende l’ambiente. Ce lo spiega la dolce Katia Berillo. Domanda da un milione di dollari: ma che ci fa la signora Hack nel partito della Belillo?

OTTOBRE

In un sondaggio della ICM, alla domanda specifica se le religioni causano divisione e guerre tra i popoli l’82% dei britannici rispondono affermativamente. E alla domanda ritenete la Gran Bretagna uno Stato cristiano? Risponde affermativamente solo il 17% dei britannici. Il 62% definisce la Gran Bretagna uno Stato dalle molte fedi.

Il 18 di ottobre Channel Five manda in onda un servizio su Overtoun Bridge, il ponte da dove i cani si suicidano. Se da Dumbarton si prende la A82 e ci si dirige a Balloch si scopre il lago più bello della Gran Bretagna: un posto idilliaco con trenta isole contenute tra rive boscose. Vicino a Dumbarton, ritornando verso Glasgow, c’è una cittadina chiamata Milton dove c’è un ponte di granito: l’Overtoun Bridge. Da quel ponte, in cinquant’anni, sono saltati cinquanta cani cercando la morte. Milton è un luogo di profonda depressione, è il luogo degli sfigati e dei depressi: i suicidi degli uomini sono cresciuti in un anno del 200 per cento, ma i suicidi dei cani sono inspiegabili. Alcuni ricercatori dicono che il ponte sia “haunted” a causa della morte di un bambino scaraventato dal ponte dal padre, altri, invece, affermano che è l’odore dei visoni a spingere i cani a saltare nel vuoto. Sembra un mito canino di Ulisse e le sirene: qualcosa spinge i cani a morire.

NOVEMBRE


A novembre una bomba mediatica esplode: l’Observer denuncia che migliaia di cavalli di razza vengono uccisi dopo il quinto anno di vita per eliminare “inutili” costi. Il settimanale informa la nazione sbigottita che in due macelli specializzati i “knackermen” mettono a morte oltre 5000 cavalli ogni anno. I cavalli giudicati inutili per le corse svaniscono nel nulla. Si consideri che su 1022 cavalli solo 347 vengono considerati in grado di prendere parte a una gara, e che mantenere un cavallo “inutile” può costare 4000 sterline all’anno.

Il capitalismo selvaggio delle corse genera un giro d’affari di un miliardo di sterline. Si pensi che uno stallone di razza vincente riceve per ogni montata – mi si perdoni il nuovo francesismo - 500.000 sterline e che un bestione del genere può ingravidare oltre 200 cavalle. Gli inglesi schifati dall’idea che la carne equina sia commestibile scoprono improvvisamente che il brutale capitalismo anglosassone ha prodotto un ennesimo orrore e mandato in frantumi il mito britannico dell’amore per i cavalli. Scoprono che i cavalli macellati ogni anno nel Regno Unito sono tra i 6.000 e i 10.000 e che la Gran Bretagna ha esportato, nel 2004, 1576 tonnellate di carne principalmente verso la Francia. La carne equina gli inglesi non la mangiano ma la procurano per i detestati cugini, divoratori di lumache e zampette di rane.

Il 23 novembre il partito animalista olandese fa eleggere due dei suoi candidati nel parlamento. E’ la prima volta che un partito animalista riesce ad andare così lontano. C’è da rifletterci.

A maggio incontrai un candidato del PAE (Partito Animalista Europeo) che si era presentato alle elezioni comunali romane del 28-29 maggio. Il giovane candidato senza alcuno aiuto e subendo lo scontato ostracismo dell’animalismo frammentato e letale aveva ottenuto 559 voti. Pochi? Quello che mi colpì furono i voti che prese il M.I.D.A., un’aggregazione di destra, sponsorizzata dall’allora ministro Alemanno (un grande difensore della caccia nostrana), con un capolista dirigente di un servizio veterinario, che ottenne 800 voti contro i 4.020 di Fiamma Tricolore del Romagnoli e i 691 attribuiti al Partito Umanista che è in corsa da una vita. A Emmendingen presso Stoccarda un partito animalista senza fondi aveva raggiunto l’1,23% nelle elezioni del Baden – Wurttenberg. Un livello leggermente inferiore a quello di Mastella che fa il Ministro della Giustizia in Italia e si era attestato, nelle ultime elezioni, sull’1,4 % sia a livello della Camera che del Senato.

Mi sono sempre chiesto se un tentativo ben organizzato e sostenuto da personaggi di spicco non potesse ottenere un voto sorprendente per un partito verde – animalista. Personalmente, per quello che conta il mio parere, sarei per una grande confluenza nei Verdi, ma anche la via del PAE può essere tentata.

DICEMBRE

La notizia della rivolta italica delle doppiette va a braccetto con la rivolta britannica dei cacciatori delle volpi. La grande lobby se ne fotte delle leggi passate dal parlamento. Il giorno dopo Natale sono 250.000 i sostenitori della “caccia alla volpe” per i campi. La legge del paese non riguarda l’aristocrazia terriera, i tofs e gli yuppies. La legge è qualcosa che riguarda i commons, i coglioni come noi. L’Atherston Hunt, infatti, ci informa che il consenso per i cacciatori è aumentato notevolmente e che ci saranno sessanta cavalieri e 3500 deliranti spettatori nella piazza di Market Bosworth e che alle prossime elezioni i tories conquisteranno il potere e che allora la musica cambierà. Si è combattuta una guerra per raccogliere briciole: tanto è potente la lobby venatoria.

Nel frattempo non desistono i cacciatori: se non possono far dilaniare le volpi dai cani utilizzano gli uccelli da preda. Falchi, aquile e aquile reali si manifestano nel Cottsmore, nel Leicestershire e nel Cambridgeshire.

Ad Aprile tutto questo sarà bandito ci informano gli animalisti.

La Countryside Alliance, la lobby dei cacciatori, ci informa che la soppressione della caccia è diventata irrilevante. La League Agains Cruel Sport risponde denunciando che le torme dei cani hanno dilaniato cagnetti trovati per sbaglio tra i campi. L’Hunting Act è entrato in funzione a febbraio del 2005 e considera un’offesa criminale la caccia con i cani, ma se i cani inseguono una volpe e un cacciatore la uccide con una fucilata l’atto è legale.

Malgrado la soppressione la caccia è continuata e 300 hunts sono state eseguite per circa 25,000 giorni. Molte hunts hanno utilizzato aquile reali, aquile e falchi. Il giorno della rivolta di Boxing day ho visto un’immagine di truce tracotanza. Ho visto Jonathan Steel, master dell’ Hunt di Lacock in Lancashire – con le fattezze del Licantropo saragattiano – orgogliosamente eretto sul suo destriero circondato da una massa giubilante che ricordava vagamente il popolo di Mediaset e dello “yuppismo” berlusconiano trionfante. L’aristocrazia terriera, la borghesia e il proletariato rurale, che danno vita al populismo razzista tory, mischiati a un coacervo di nani e ballerine gaudenti. Roba alla Briatore, alla Bettarini, alla Lele Mora, roba da nuovi ricchi, rocchetari fumati e “velinario” nostrano, con un seguito di anime nobili sostenenti, a spada tratta, la tradizione, che va rispettata ad ogni costo. Ma se fosse così si tornerebbe ai normanni, ai servi della gleba e alla cinture di castità…altro che “burqa” afgani!

Negli ultimi giorni dell’anno un altro mito britannico collassa: in Scozia avvelenano, come i delinquenti nostrani, albanelle reali, falconi pellegrini e aquile reali. Si precipita nella logica delle polpette avvelenate umbre e toscane. Dopo il macello dei cavalli gli ornitologi informano i britannici che il 40% dei red kites di Scozia sono stati avvelenati dai gameskeepers per proteggere gli uccelli da preda dei cacciatori. Stessa logica dei cacciatori “deviati” toscani che per proteggere gli animali importati e massacrarli durante la stagione venatoria pensano bene di sterminare le volpi e gli animali da preda con bocconi avvelenati alla stricnina. La Royal Society for The Protection of Birds ci informa che di 395 red kites solo 95 sono rimasti vivi. Dal 1999 al 2003 I gameskeepers hanno avvelenato 300 volatili. Non c’è più religione: stiamo precipitando nel terzo mondo, affermano costernati i britannici amanti degli uccelli da preda.

SPEAK, cambia tattica e decide di “entrare nell'arena politica” e lancia il braccio politico “SPEAK Political” per cercare di conquistare seggi alle future elezioni. L’anarchismo “quaquaraquà” è servito. SPEAK afferma che il braccio politico seguirà una nuova strategia dal momento che ci si è accorti che le strade percorse dai vari movimenti animalisti portano al nulla: sperpero inutile di fondi ed energia. Bisogna andare oltre i ravioli vegani. Allora cambiamento di tattica e nuova strategia di battaglia. Si affronta il problema della sperimentazione e degli altri problemi a livello politico. Condivido pienamente. Le anime belle sussultano. I poltergeist internettiani si sentono traditi. La paccottiglia cialtrona insorge. Il nulla si solleva furioso: ma quella è l’unica via.

Anche gli ultimi della terra i “Dalits”, gli “intoccabili” sono riusciti a muovere montagne attraverso la lobby dei “senza casta” e formando un partito politico. Si sono mossi da soli perché nessuno li aiutava e anche i comunisti indiani non erano disposti a difendere i loro diritti. Si sono dovuti organizzare attraverso la lotta politica e stanno ora cambiando radicalmente il volto pietrificato dell’India. Stanno frantumando le leggi immutabili dei Quattro Varna e della Quinta Appendice trasformando l’ingiusta società.

Ma se i Dalits sono gli ultimi tra gli umani, gli animali sono gli ultimi tra gli abitanti della terra. Occorre una lotta politica e articolata per difenderli, una lotta che trascenda il puro animalismo e che abbracci altri aspetti delle rivendicazioni globali.

Oggi ripensando al pensionato inglese suicida per i pioppi, mi sono ricordato di Jambeshwar il fondatore della setta indiana dei Bishnoi, una comunità di sei milioni di vegetariani situata nell’area del Rajsthan, i cui addetti si fecero massacrare abbracciati ai loro alberi per impedirne l’abbattimento. Amrita Devi e 362 Bishnoi morirono tre secoli fa per salvare gli alberi dalla scure dei boscaioli. I Bishnoi sapevano della relazione sinergica tra esseri viventi e ambiente, e sapevano che gli umani sarebbero dovuti essere i garanti di questo equilibrio del quale in Occidente parlano filosofi come Umberto Galimberti e Guido Ceronetti, un altro grande difensore degli esseri senzienti esposti all’inaudita violenza dell’uomo

E mi sono detto: bisogna difendere con ogni mezzo, ripeto, con ogni mezzo, il pianeta e i suoi abitanti da chi li opprime e li distrugge.

Paolo Ricci
Fonte: www.liberazioni.org
Link: www.liberazioni.org/ra/ra/xregnounito.html
12.01.07